Se è vero che, tutto sommato, cinque anni fa il ballottaggio tra Paolo Dosi ed Andrea Paparo era ampiamente pronosticabile alla vigilia (quest’anno l’incertezza è su chi sarà il competitor di Paolo Rizzi), alcuni risultati delle amministrative 2012 furono comunque un poco sorprendenti. Il dato sull’astensione soprattutto: l’affluenza alle urne mai così scarsa in passato (65,42%), al di sotto di dodici punti percentuali rispetto al 2007, e l’elevato numero di schede bianche e nulle, 3,27%, anch’esso da record. Tutti chiari messaggi da parte di un elettorato stanco e arrabbiato. Paolo Dosi (Partito Democratico, lista civica Moderati, Italia dei valori, Rifondazione Com – Comunisti. Italiani – Sel – Psi) arrivò al ballottaggio con il 47,11% dei voti, Paparo (Il Popolo della libertà, lista civica Sveglia, lista civica Piacenza Viva) secondo al 31,07%, con sedici punti percentuali di differenza, non pochi. Exploit atteso per Mirta Quagliaroli del Movimento 5 Stelle con il 9,82%, mentre Massimo Polledri (Lega Nord, lista civica Forza Piacenza, lista civica Pensionati Emiliani-Movimento Cristiano) raccolse il 6,22%. Risultato deludente per Pierpaolo Gallini (Udc) al 1,92%; Pierangelo Solenghi (lista civica Piacenza Bene Comune) 2,91% e Pietro Tansini (lista civica Pensionati Piacentini) allo 0,94%.
I 5 Stelle riuscirono a incanalare il voto di protesta sfiorando l’asticella del 10% e portando in consiglio comunale, oltre alla candidata sindaco Mirta Quagliaroli, la giovane Barbara Tarquini e il più noto (perché già candidato alle Regionali) Andrea Gabbiani.
Come prevedibile, Dosi risultò in vantaggio (47,11%), sostenuto dalla stessa coalizione che accompagnò il suo predecessore Reggi, e cioè Pd, Sinistra per Piacenza, Italia dei Valori e la civica Moderati per Dosi. Il Pd raccolse il 26,6%: primo partito in città, ed evidenziò la performance personale di Francesco Cacciatore, medaglia d’oro delle preferenze (1275). Exploit per la civica dei Moderati per Dosi (13,38%); Sinistra per Piacenza al 3,5% e Italia del Valori al 4,22. Il Pdl (che sosteneva Paparo), in arretramento generale in tutto il Paese, tutto sommato a Piacenza tenne con il 21,9%, mentre la lista civica di centrodestra Sveglia (4,30%) non sfondò. 3,2% il risultato della lista Piacenza Viva.
Chi pagò più a caro prezzo lo sdegno e il rifiuto di una certa politica è stata forse la Lega Nord, che sosteneva Massimo Polledri, arretrata (forse a causa degli scandali nazionali scoppiati alla vigilia delle elezioni, al 5,41%. 0,66% e 0,24% i risultati delle due civiche a sostegno di Polledri: rispettivamente Forza Piacenza e Pensionati Emiliani. Moderatamente soddisfatto Piero Solenghi che con la civica Piacenza Bene Comune si avvicinò al 3%, non sufficienti per entrare in consiglio ma significativi per per evitare la vittoria di Dosi al primo turno. La lista civica a sostegno di Tansini ottenne solo lo 0,92% mentre l’Udc di Gallini superò, con il 2,62% il risultato ottenuto dal suo candidato sindaco.
Ed, infine il dato sul 3,27% di coloro che annullarono la scheda oppure la lasciarono bianca, un numero decisamente più alto di tante liste civiche fallimentari.




