
Torna “Orgogliosi di cooperare” manifestazione che Confcooperative di Piacenza ripropone in un momento in cui la cooperazione tutta ha un grande bisogno di mostrare la vera anima ed arginare i luoghi comuni alimentati dagli scandali romani. La prima edizione fu organizzata nel 2012.
Fabrizio Malvicini, presidente di Confcooperative da pochi mesi, ribadisce la necessità di mostrarsi alla città in tutte le articolazioni delle attività svolte: agricoltura, sociale, consumo, produzione lavoro e altro ancora. “Il 2 luglio si festeggia la Giornata mondiale della cooperazione, una splendida occasione per raccontare quello che facciamo quotidianamente ed i nostri progetti per dare forza al conseguimento del bene comune”.
Il presidente confida nel successo della manifestazione che già nel 2012 aveva interessato migliaia di giovani alla ricerca di nuove occasioni di impegno, di lavoro, di futuro.
“Posso contare su una squadra fantastica, dai vice-presidenti Chiara Bisotti e Daniel Negri, la direttrice Nicoletta Corvi, i consiglieri tutti. Sono sicuro che la partecipazione dei nostri associati esprimerà interamente l’orgoglio di cooperare ed avrà un effetto contagioso”
Fabrizio Malvicini è stato eletto per acclamazione presidente di Confcooperative nel febbraio scorso. Ha ricevuto il testimone da Francesco Milza che aveva retto la presidenza per 12 anni avviando e sviluppando un profondo rinnovamento.
La sua elezione è stata anche frutto di un riconoscimento al settore agricolo che nonostante esprimesse i numeri maggiori da tempo era rimasto fuori da incarichi apicali. “Se osservate – ha spiegato – a livello regionale sei presidenze su nove sono rette da rappresentanti del settore agricolo perché questo è il primo settore. Del resto anche il presidente nazionale Maurizio Gardini è espressione del mondo agricolo. A Piacenza si è preferito, con lungimiranza, favorire i settori emergenti, soprattutto quello sociale e di produzione lavoro per consolidarne lo sviluppo. Vorrei comunque assicurare che sono il presidente di tutti e che mi sto impegnando a fondo per il conseguimento degli obbiettivi contenuti nel documento di mandato che mi è stato consegnato: soprattutto i temi della legalità, della riorganizzazione dell’assetto istituzionale e della riorganizzazione delle nostre imprese. Provenendo comunque dal mondo dell’agricoltura mi impegnerò anche per la conservazione del territorio e per dare valore alle nostre produzioni tipiche”.
Sul percorso intrapreso dall’ACI (l’Alleanza delle Cooperative Italiane) che porterà ad una rappresentanza unitaria della cooperazione italiana (con l’unione delle tre centrali: Confcoopertive, Legacoop, Agci) Malvicini è ottimista: “E’ una via senza ritorno, ritengo assolutamente necessario riorganizzare l’associazionismo dando vita ad un’unica struttura, più ampia e più forte, che sappia raccogliere il grande patrimonio delle tre organizzazioni e portare avanti la modernità del modello cooperativo e i suoi progetti di sviluppo. Il processo è avviato anche se richiederà tempi forse più lunghi del previsto. L’importante è fare bene senza fretta”.
Un percorso, quello verso l’unità della rappresentanza, in cui però, Confcooperative e Legacoop partono da due posizioni diverse: la prima da una rappresentanza fortemente radicata sul territorio, la seconda rivolta a una riorganizzazione di area vasta. “Anche Confcooperative – spiega il presidente – sta valutando l’aggregazione tra varie province per mettere in comune esperienze e know out dando vita ad alcuni progetti comuni, in particolar modo riferiti ad attività di internazionalizzazione”.




