Sicurezza: un tema sempre al centro di mille discussioni. Come stanno le cose a Piacenza? Lo abbiamo chiesto al Questore Pietro Ostuni. Insediato in viale Malta dal febbraio 2018, Ostuni va subito al sodo. “Parto dai dati: in tutto il 2018 rispetto al 2017 abbiamo registrato un decremento dei reati del 7%; un trend generale, ma che riguarda soprattutto quelli contro il patrimonio, e cioè che toccano maggiormente il cittadino in prima persona, come i furti in appartamento, le truffe, le rapine. E il decremento dei reati continua anche quest’anno: rispetto al 2018, finora si è scesi ancora di una percentuale tra il 12 e il 15%”. Dati positivi, dunque. A maggior ragione se messi in rapporto con la presenza dei cittadini stranieri, che provoca sempre un certo senso di insicurezza anche nei piacentini. Su scala nazionale gli stranieri regolari e irregolari sono circa il 12% della popolazione complessiva, e su oltre 800mila persone denunciate o arrestate in Italia, circa il 32% è straniero. Un rapporto presenze/denunce problematico, sostanzialmente confermato dal Questore anche a Piacenza, tenuto conto che però nella nostra provincia ci sono ben 55mila residenti stranieri regolari su una popolazione di circa 300mila abitanti, e quindi si supera ampiamente la media nazionale.
In più, “Piacenza, come tutte le città del Nord, ha vissuto l’arrivo dei migranti, che però oggi sono decisamente diminuiti dai circa 1.300 degli anni scorsi alle odierne 600/700 unità, sempre su base annua”.

Espulsioni e controllo del territorio
Fermo restando che per Ostuni chi merita va assolutamente accolto e integrato, il Questore sottolinea però che nell’ultimo periodo c’è stato un netto aumento delle espulsioni: “Il numero è raddoppiato. Siamo passati dalla sessantina del 2018 alle 120 di oggi. E l’anno non è ancora finito”. Come si spiega questo giro di vite sugli stranieri? “È dovuto a un rafforzamento nel controllo del territorio, migliorato anche con l’ausilio dei reparti di prevenzione crimine di Reggio Emilia, presenti a Piacenza due, tre volte la settimana con aggiornatissime apparecchiature di controllo preventivo”. Senza dimenticare che comunque in provincia, “grazie al lavoro del nostro Prefetto (Maurizio Falco, ndr), molto attento a queste problematiche, c’è un efficace coordinamento tra polizia, arma dei carabinieri, guardia di finanza e polizie locali”.
Il controllo del territorio continuerà poi a crescere sotto il profilo tecnologico “con l’implementazione della videosorveglianza, un sistema in cui credo molto”, afferma il Questore. “Grazie a un progetto del ministero dell’Interno a Piacenza avremo 36 nuove telecamere ad altissima definizione, posizionate in punti critici della città e collegate alla nostra centrale operativa”. D’altra parte Piacenza è un crocevia molto sensibile. “Vicinissima a Milano, non lontana da Genova, Torino e dal Veneto: qui si intrecciano la A1 e la A21. Assistiamo così anche a un pendolarismo degli autori di reati come furto o spaccio. E con le nuove telecamere avremo la possibilità di verificare in tempo reale se un’auto che transita è di provenienza furtiva o meno, un valore aggiunto non indifferente”.

I reati più frequenti
Guardando ai reati, Ostuni ci spiega che a Piacenza la fa da padrone il microspaccio di stupefacenti. “È favorito dalla presenza di moltissimi assuntori; siamo nella media nazionale, ma sono comunque tanti”. E qui non si deve mai sottovalutare. “Bisogna avere la forza di far capire che non esiste una droga che non faccia male, a partire dallo spinello”. Così come va ricordato “l’eccessivo consumo di sostanze alcoliche, soprattutto tra i più giovani, anche minori, che vi assicuro sono molti. Un mix che con gli stupefacenti diventa micidiale”. Problemi che si affrontano non solo con la repressione, “ma lavorando tutti per essere vicini ai ragazzi, facendo rete sul piano educativo: famiglie, scuola, parrocchie, circoli; cercando di contenere il più possibile i fenomeni che impattano sul disagio giovanile e sulla sicurezza generale”. Altro fenomeno che continua a essere ben presente sul nostro territorio è quello della prostituzione. “Oggi è meno evidente in strada, ma è solo cambiato il sistema: si affittano appartamenti e per l’adescamento si utilizzano le piattaforme online a fronte di un mercato, che purtroppo, e va sottolineato, è sempre florido. Qui va contrastato soprattutto lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione, come stiamo facendo con attenzione”. E come nel caso della droga, “è il fattore educativo, che porti al rispetto per le donne, che può fare la differenza”.
Criminalità organizzata
Ultimo capitolo di questa analisi, ma non per minore importanza, il problema della criminalità organizzata di stampo mafioso, che a Piacenza nei mesi scorsi ha visto il caso di Giuseppe Caruso, il presidente del Consiglio comunale arrestato per ’ndrangheta nell’inchiesta Grimilde. “Su questo tema prestiamo la massima attenzione, anche attraverso il gruppo interforze coordinato dalla Prefettura. In un territorio sano come quello di Piacenza, comunque non bisogna mai abbassare la guardia; abbiamo a che fare con criminali molto furbi, perché sfruttano la fragilità di imprenditori in difficoltà e in più hanno la capacità di fare grossi investimenti. Anche qui bisogna tenere gli occhi aperti, essere coesi e soprattutto denunciare, cosa che devo dire i cittadini fanno”.
Senso civico
Sono segnali che per Ostuni dimostrano “l’alto senso civico dei piacentini in città e in provincia”, che si manifesta tra l’altro con l’impegno dei gruppi di controllo di vicinato, che non si sono mai trasformati in ronde, e delle associazioni che si occupano di integrazione e lotta al degrado in diverse zone cittadine, come per esempio nel quartiere Roma. “Tutte realtà importanti, con cui abbiamo rapporti frequenti e molto positivi”. D’altra parte, conclude Ostuni, per dare il meglio sul piano della sicurezza “noi dobbiamo essere vicini ai cittadini, perché non siamo un potere ma un servizio per la collettività. Però abbiamo bisogno che anche i cittadini ci siano vicini. E questo, a Piacenza, succede.




