L’Associazione Nazionale delle Bonifiche e delle Irrigazioni (ANBI) ha recentemente lanciato l’allarme sulle condizioni delle falde acquifere. L’Italia ha sete, l’Emilia Romagna non è da meno e se il clima di questi mesi non lascerà spazio immediato a nuove precipitazioni quella che oggi è già più di una preoccupazione, supportata da dati eclatanti, potrebbe trasformarsi, tra poche settimane, in una vera e propria emergenza epocale, scatenando conflitti per l’acqua tra i territori. Dopo la denuncia arrivata da ANBI a livello nazionale, l’ANBI Emilia Romagna, forte degli ultimi rilievi fatti direttamente nelle locali falde acquifere superficiali , aggiunge un elemento di valutazione fondamentale all’allarme scattato nei giorni scorsi dopo le misurazioni delle portate del fiume Po, di quelle dei livelli drasticamente in calo dei maggiori laghi del Nord e della scarsa incidenza degli accumuli nevosi sull’Appennino. Le ultimissime analisi effettuate, infatti, dicono chiaramente che, a livello regionale, le falde sono completamente scariche e che i livelli raggiunti sono addirittura al di sotto di quasi un metro, rispetto a quelli fatti registrati durante l’estate 2015, una delle più roventi e siccitose a memoria d’uomo. Ora le criticità sono palesi: quantità di acqua inconsistente, riserve contenute in invasi quasi azzerate e, a differenza delle annate maggiormente siccitose 2011-2012, si aggiunge anche la mancanza di neve in grado di alleviare parzialmente queste pesanti criticità. Anche a Piacenza, la situazione non è rosea: il livello di falda è, oggi, attorno a meno 2 metri (-2,05) un valore di quasi mezzo metro in meno rispetto alla media 1997-2014, che aveva registrato medie di meno 1,56 metri. I Consorzi di bonifica, che trasportano la risorsa a tutta l’agricoltura, lanciano, quindi, l’allarme, richiamando tutti i portatori d’interesse a “fare sistema”, mettendo al centro delle loro scelte questa priorità; in caso contrario, i prodotti tipici alla base del made in Italy agroalimentare potrebbero venire colpiti duramente già in primavera con conseguenti perdite sostanziali di rese. Sotto il profilo della gestione dell’ emergenza idrica, i Consorzi di bonifica emiliano-romagnoli, che approvvigionano di acqua un territorio a sud del Po e quindi penalizzato, se comparato alle pianure delle regioni al di sopra del fiume, hanno maturato in questi anni una lunga esperienza, elaborando non solo sistemi di monitoraggio costante, ma anche competenze sull’utilizzo virtuoso della risorsa e risparmio idrico (IRRINET-IRRIFRAME).




