“Facciamo la Fiera – conferma Alessandro Chiesa, sindaco di Ponte dell’Olio – siamo coraggiosi, ma molto responsabili e coerenti”.

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Alessandro Chiesa è sindaco di Ponte dell’Olio da circa un anno. Ha iniziato però a pensarci molto prima, probabilmente già nel 2014 quando, non ancora ventenne, debutta in politica nella lista civica “Tradizione e sviluppo” aggiudicandosi il secondo seggio dopo la capolista candidata a sindaco Piera Reboli. Dopo cinque anni si candida sindaco nella lista “Pontolliesi per Ponte” sostenuta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia: supera di trenta voti il candidato della lista “Insieme per cambiare il futuro” Federico Ratti che evita di spendere il simbolo del Partito Democratico. Un risultato talmente risicato che a Ponte dell’Olio se ne parla ancora oggi.
Alla vigilia della Festa Patronale di San Rocco proporre il tema al sindaco Chiesa, durante una chiacchierata informale, è un modo per cercare di comprendere il futuro di Ponte dell’Olio.


La domanda è diretta.
Le elezioni svoltesi lo scorso anno le ha vinte Alessandro Chiesa o le ha perse Federico Ratti? Lei sa che la vulgata attribuisce la sua elezione in massima parte alla mancata ricandidatura di Copelli. Più impietosamente il centrosinistra avrebbe fatto di tutto per perdere le elezioni …

“L’analisi degli ipotetici errori di altri la lascio agli interessati. Penso che i numeri parlino chiaro: a parità di numero di liste il centrosinistra ha perso circa il 30% dei voti, segno evidente di grande insoddisfazione dell’elettorato che cinque anni prima li aveva premiati. Il centrodestra ha registrato invece un evidente aumento percentuale che si spiega con un programma di svolta che ha intercettato le istanze degli elettori, una squadra di ottimo livello e in parte anche la mia candidatura”.


Quando dice “programma di svolta” a cosa si riferisce?

“Questioni annose da risolvere assolutamente, che si trascinano da anni. Non più rinviabili perché sono ormai una palla al piede che rallenta lo sviluppo armonico del capoluogo. La realizzazione della strada di collegamento tra via Ambrosoli e via San Bono a causa di una lottizzazione sfortunata paga chiusure aziendali che sono intervenute e difficoltà ad escutere alcune fideiussioni. Tutto ciò ha ostacolato l’avvio della realizzazione dell’opera. L’impegno di questa amministrazione è ora al massimo livello per arrivare al progetto esecutivo e riavviare i lavori. Completeremo poi il Palazzetto dello Sport rimasto con il primo piano ancora a rustico. Progetto a cui teniamo molto è la realizzazione dell’illuminazione pubblica a led. Abbiamo già avviato il riscatto dell’impianto per passare al progetto ed avviare la gara pubblica. Grande impegno con investimenti importanti sarà riservato al tema delle strade esterne al capoluogo, quelle che collegano le frazioni…”


Il sindaco è un fiume in piena, la sua esposizione ha un ritmo costante, si articola senza sosta.

Questo primo anno di amministrazione se lo aspettava così? A parte il Covid, ha dovuto misurarsi con problemi che non aveva messo in conto?
“Grazie all’esperienza che ho fatto quando ero in minoranza, non ho avuto sorprese. Ora vedo da dentro quello che prima vedevo da fuori. Il Comune è come una azienda. Ha la sua struttura e la sua logica, in questo caso di ente pubblico. A mio parere dovrebbe cambiare avvicinandosi a quella aziendale. Certo la pandemia non era nei programmi e le difficoltà si sono presentate subito. La prudenza e il buon senso dettati dalla scienza hanno guidato le nostre scelte”.

Nel suo programma elettorale si parla di potenziamento della sicurezza attraverso l’installazione di telecamere nei punti più problematici…

“Per prima cosa stiamo procedendo alla assunzione di un secondo agente di polizia municipale presso il nostro comune per ovviare a una situazione divenuta ormai insostenibile. Quella di avere un solo agente, seppure di Ponte dell’Olio, per tutta l’Alta Val Nure. Poi è già finanziato l’acquisto di alcune foto-trappole per il monitoraggio ambientale soprattutto nei siti di deposito di rifiuti: purtroppo nelle frazioni ci sono luoghi dove i rifiuti vengono abbandonati. Vorremmo inoltre, come indicato nel programma elettorale ed in un’ottica di smart city, ampliare la video sorveglianza con telecamere in sede fissa nei punti nevralgici: immagino i giardini pubblici e Piazza delle Fornaci”.

Sempre dal suo programma elettorale un’altra rassicurazione: “La Guardia Medica tornerà a Ponte nei giorni festivi e nel weekend”. A che punto siamo?

“L’impegno sul ripristino della Guardia medica è stato un cavallo di battaglia della mia campagna elettorale. Un progetto molto ambizioso che richiede tempo, soprattutto per mettere insieme le risorse necessarie. Lo faremo sviluppando una politica di efficientamento della spesa corrente fino a ricavare uno spazio di bilancio adeguato. Un’altra fonte di risorse sarà la campagna del “5 x mille” già avviata. Non è mai stata valorizzata prima tant’è che la maggior parte dei pontolliesi non conosceva la possibilità di destinarlo all’Amministrazione comunale con il vincolo della destinazione ad utilizzo sociale. Le potenzialità di questo strumento sono molto elevate, teoricamente di alcune centinaia di migliaia di euro”.

Ancora dal programma elettorale: “Valorizzeremo il Commercio e le tradizioni economico-sociali del territorio ….”

“Facciamo la Fiera, siamo coraggiosi, ma molto responsabili ed anche coerenti. Dopo il lockdown si diceva che avremmo dovuto ripartire. Noi lo stiamo facendo. Naturalmente ci saranno regole anti Covid da rispettare comprese in un protocollo molto tosto in preparazione. L’Amministrazione comunale, da quest’anno, si affida ai professionisti dell’organizzazione di eventi e della sicurezza.  Blaklemon di Piacenza si occuperà della parte organizzativa e promozionale, mentre l’associazione Gruppo Vega di San Giorgio provvederà ad organizzare tutte le attività di safety: regolamento degli accessi, monitoraggio delle vendite e tanto altro… “

Oltre le attività mercatali sono in programma eventi, attrazioni, proposte enogastronomiche?

“Gli eventi che animeranno la Fiera sono in fase di definizione: certamente il mercato sabato 15 e domenica 16, sono poi in preparazione due eventi musicali: nella serata di sabato a beneficio di un pubblico giovane, mentre la domenica per un pubblico più maturo. La ristorazione e la vendita di prodotti tipici sarà gestita direttamente dai ristoranti e dalle salumerie”.

Torniamo alla valorizzazione del territorio. Il territorio di Ponte è sicuramente un distretto enogastronomico importante. Mette in fila salumi,  vino, latte alcuni ottimi ristoranti, agriturismi: tutto insieme un tessuto economico dalle forti potenzialità, ma in buona parte ancora inespresse. Si percepisce una mancanza di convinzione. Spieghi meglio come proverete a valorizzare le tradizioni economico-sociali di Ponte dell’Olio 

“Primo obbiettivo “decoro del territorio”. Adotteremo il modello Trentino: strade ben tenute, decoro urbano, favorire la caratterizzazione della proposta commerciale a tutti i livelli. Per ottenere risultati migliori occorre un approccio più mirato, una migliore comunicazione. I pontolliesi sanno fare bene il loro mestiere, qui si fanno ottimi prodotti. Di ciò che sto dicendo ne abbiamo riscontro tutti i giorni, ma se vogliamo crescere, fare sviluppo, allora dobbiamo farlo sapere. Non è più possibile improvvisare, non si può rinunciare ad avere una visione strategica. Pur troppo è successo per anni. Diverse opportunità sono state perse per strada, ora servono professionisti che mettano a punto un nuovo modello di promozione territoriale, soprattutto verso la  Lombardia dove esiste un bacino di qualche milione di abitanti che possono raggiungere Ponte in circa un’ora di auto. 

Sarebbe contrario ad una iniziativa promozionale di area vasta che coinvolga tutta la val Nure? Forse si potrebbe ottenere un maggiore impatto

“Assolutamente no, potrebbe essere il punto di arrivo, ora però dobbiamo lavorare per far crescere Ponte dell’Olio e renderlo protagonista di una operazione più articolata, di area vasta appunto”.

In questo momento l’argomento Unicem è molto dibattuto. Si fa notare come la sua amministrazione fino ad ora non si sia attivata per sedere al tavolo con Unicem e discutere le ricadute sul territorio comunale. Le attribuiscono una malcelata inerzia in continuità con l’amministrazione precedente.  Come risponde a questa osservazione?

“Come ho già risposto ai vari comitati. Questo è un problema che va affrontato con realismo mettendo da parte l’ideologia. Chiediamoci quali sono gli strumenti amministrativi a disposizione. Forse la richiesta di partecipare al tavolo per la stesura dell’impatto ambientale. Ripeto forse, perché non siamo sicuri possano accettare la nostra partecipazione. Ricordiamoci che stiamo chiedendo di intervenire riguardo ad una situazione posta nel territorio di un altro comune. Posso però assicurare che con il comune di Vigolzone abbiamo una comunità di intenti per la tutela di tutto il territorio, anche il nostro. Ho avuto assicurazioni circa il massimo impegna a tenere in piedi la quinta che separa lo scavo dalla veduta su Ponte dell’olio. Ho piena fiducia nel sindaco di Vigolzone Gianluca Argellati”.

Torniamo a quella manciata di voti – veramente sei manciate – che hanno determinato il risultato elettorale a lei favorevole. Come li ha conquistati? In campagna elettorale ha spiegato i suoi programmi e sicuramente avrà sottolineano le promesse disattese dell’amministrazione uscente, vuole ripeterle?

“Sicuramente la mancanza di progettualità a medio termine lasciando insoluti annosi problemi relativamente alle grandi opere. Si sono poi dimenticati delle frazioni trascurandone le istanze. Probabilmente si sono distratti ad inseguire la fusione con il comune di Vigolzone mancata clamorosamente”.

Considerando la situazione post Covid, le emergenze ed i nuovi problemi che si stanno annunciando, voterebbe ancora contro la fusione?

“Certo, le autonomie locali sono belle” 

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