Aido Lugagnano: “Durante il lockdown ci siamo modernizzati”

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Scuole, eventi, feste e sagre, Aido Lugagnano si inserisce nella vita del paese e nelle principali iniziative pubbliche. Obiettivo: presidiare le piazze con banchetti e sensibilizzare la cittadinanza alla cultura del dono.

La sezione locale dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi (Aido) nasce nel 1981 grazie alla perseveranza di Ernesto Vincini, primo presidente di sede. La sezione conta oggi 450 iscritti residenti in alta Val d’arda. Il gruppo comunale comprende anche i volontari di Morfasso, Vernasca e Castell’Arquato. Molti di loro sono membri di altre associazioni che promuovono la stessa filosofia di Aido: la diffusione della solidarietà attraverso la donazione.

“I fondatori di Aido erano tutti soci Avis. Con quest’ultima realtà e con Admo (ndr: Associazione per la donazione del midollo osseo) formiamo un trio consolidato di “Associazioni del dono”. Insieme giriamo per le scuole per trasmettere ai giovani i nostri valori”, spiega Giancarlo Bersani presidente di Aido Lugagnano.

Le iniziative di socialità sono state ridimensionate dall’emergenza sanitaria. “Ma durante il lockdown ci siamo modernizzati dal punto di vista della comunicazione – precisa Bersani. Abbiamo infatti spostato le nostre attività online organizzando incontri formativi via Zoom con gli studenti, facendo informazione sui social network e mantenendo i contatti con i nostri iscritti attraverso l’applicazione WhatsApp”.

Nei primi tempi della pandemia, Aido ha anche organizzato una raccolta fondi a favore dell’ospedale di Piacenza.

L’Associazione è tornata in piazza lo scorso 26 settembre per la festa nazionale di Aido, chiamata anche la “Giornata del Sì”. Un’occasione per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di manifestare la volontà o la scelta di donare organi, tessuti e cellule.

“Viviamo di relazioni e rapporti umani – conclude Bersani. Saremo in piazza anche il 23 e 24 ottobre per la “Fiera Fredda” di Lugagnano, la manifestazione più importante della Val d’Arda”.

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