Addio al professor Luigi Paraboschi, uno dei maggiori studiosi della cultura piacentina

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paraboschi img 1È scomparso, a 69 anni, dopo una breve malattia, il professor Luigi Paraboschi, studioso di storia locale, preside in pensione e riconosciuto come uno dei massimi esperti di dialetto piacentino e di cultura locale. Paraboschi ha portato la sua passione per la filologia e le tradizioni durante tutta la vita: a scuola, in università, con corsi di dialetto piacentino, ma anche con libri e riviste. Nato a Piacenza il 27 marzo 1946, si diploma al Colombini, per poi conseguire la laurea alla Bocconi di Milano in Lingue e Letteratura Straniera, con una tesi in filologia. Sposa Maria Angela Gallone il 23 giugno del 1973, da cui avrà un figlio, Andrea. La sua carriera di insegnante inizia in alta Valtrebbia, con l’insegnamento di Italiano a Castagnola, per poi diventare preside reggente in Valtidone e, dopo un concorso vinto, preside a Rivergaro, poi in bassa Valdarda, fino ad arrivare alla Dante-Carducci, dove resterà preside per 16 anni, fino alla pensione nel 2002. Profondissimo conoscitore della cultura, della tradizione e del dialetto piacentino, che ha portato anche nella didattica (anche se con lezioni pomeridiane) curava da ormai quindici anni il “Lunario Piacentino” e, anche dopo la pensione, non ha smesso di diffondere la cultura piacentina, con la rivista, nata nel 2012, “L’Urtiga” di cui era responsabile del comitato redazionale. Tra la sua produzione letteraria sono da ricordare “Piasentinada, barciaclada in piesintein” o il “Lunari dal vilan (lunari piasintein)” entrambi del 2009, ma anche “I Cognomi dell’Emilia-Roamgna” (2004) per arrivare all’ultimo lavoro, il “Prontuario ortografico Piacentino”, scritto in collaborazione con Alberto Bergonzi: “ne avevamo in cantiere altri due” spiega Bergonzi “senza di lui manca una colonna: a me manca una delle poche persone che posso chiamare amico, un profondo conoscitore del dialetto e della storia che sapeva essere umile, una guida”. Cordoglio anche dal sindaco di Piacenza Paolo Dosi: “se n’è andato un cultore del dialetto piacentino e un uomo particolarmente sensibile e attento alle tradizioni e alla nostra storia. Coi suoi corsi di dialetto “prosegue il primo cittadino “ci ha riportato alle storie di una volta e al piacere di conoscere vocaboli che il nostro tempo ha messo in soffitta. Le sue numerose pubblicazioni rimarranno a testimoniare la sua profonda conoscenza di una materia, la lingua dialettale che ha visto monsignor Guido Tammi, don Luigi Bearesi e il professor Ernesto Cremona, alcuni tra i massimi esperti di dialetto piacentino. Paraboschi è il loro erede”. Commosso, infine, il ricordo di Giovanna Dodi, insegnante della Carducci, che lo ha avuto come preside: “era un gran signore davvero. Ricordo sempre che ci invitava ad aiutare gli studenti e a dare loro delle opportunità perché, diceva, “poi sarà la vita nel caso a bocciarli”. È una lezione che mi è rimasta impressa”. Il professore tornerà a Piacenza dall’Ospedale di Parma, dove era ricoverato, poi verrà decisa la data dei funerali.

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