Accoglienza profughi, Calza: “Sistema da rivedere”
Clamore mediatico per il caso Gragnano

0
Patrizia Calza
Patrizia Calza

di Elena Caminati – Ha scoperchiato un vaso che ribolliva da tempo ed il clamore mediatico di cui è protagonista da qualche giorno ne è la prova, culminato con la partecipazione al salotto di “Porta a Porta” di Bruno Vespa su Rai Uno. Il sindaco di Gragnano Patrizia Calza  non se lo aspettava certamente. Tutto è partito da una mail in risposta ad un articolo del Corriere della Sera in cui si esaminava il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo. Poi l’intervista sul Corriere Sociale.
“Senza volere – ha detto il primo cittadino di Gragnano – ho espresso un pensiero che fino ad oggi non aveva trovato spazio sui media, da qui il clamore mediatico che ne è derivato”.
Al centro del dibattito c’è il tema dell’accoglienza dei migranti o richiedenti asilo che, evidentemente, non funziona. Gragnano, che tra l’altro è uno dei comuni che per primo nel 2012 ha ospitato migranti, da novembre accoglie 20 pakistani che all’inizio si prestavano in servizi di volontariato per la comunità, e che poi si sarebbero rifiutati. Quello che sostiene il primo cittadino è che è sbagliato aiutare chi si rifiuta di restituire qualcosa. Un concetto espresso da un sindaco di sinistra che suscita approvazioni anche a destra?
“Il mio pensiero è chiaro: non è un discorso politico ma di buon senso e, per quanto mi riguarda, con un approccio umano e cristiano – specifica Calza – questo sistema di accoglienza non funziona, quindi il discorso è accogliere sì, ma l’importante è che queste persone vengano seguite ed educate affinchè possano avere, dopo il periodo di accoglienza, la possibilità di spendere le competenze e le relazioni che hanno creato nel corso della loro permanenza in Italia”.
Il rischio, con il sistema attuale, è che si ottenga l’effetto contrario?
“Questo sistema di protezione – risponde – è falso e deviante, finge di aiutare le persone assicurando vitto, alloggio e assistenza sanitaria, ma terminato il periodo dell’accoglienza non hanno più nulla; ci vuole un sistema che dia loro dignità assumendosi un ruolo nella comunità che li sta ospitando e che gli fornisca quelle competenze che al termine del periodo possano spendere”.
Proprio partendo da questo concetto, cioè di dare dignità assumendo un ruolo e acquisendo competenze, Calza lancia una proposta di modifica della legislazione interna.
“Modificare la legislazione interna in modo che il migrante che arriva in Italia sappia che verrà inserito nel sistema d’accoglienza e che dovrà obbligatoriamente svolgere un numero di ore lavorative gratuitamente. Questo – spiega – costituirà un segno di gratitudine dello sforzo che il paese sta facendo per loro, e gli permetterà di acquisire le competenze che non hanno e che potranno mettere a frutto nel momento opportuno”.
Vedere ciondolare queste persone, che certamente sono scappate da una situazione di disagio e povertà, non fa bene soprattutto alla collettività che li ospita e rende difficile il loro inserimento.
“Basta poco per farsi voler bene – conclude il sindaco di Gragnano – quando all’inizio c’era la disponibilità di questi giovani a lavori socialmente utili alcune signore del paese gli hanno offerto il caffè e scambiato con loro due parole. Era solo l’inizio di una relazione che ha bisogno di tempo e di sforzo come accade a tutti noi nella vita”.
(Il servizio completo su www.zerocinque23.com)

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.