Il nuovo libro del giornalista veneto sarà presentato mercoledì 22 all’Auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano

Una giornata tutta piacentina per Gian Antonio Stella, il giornalista e scrittore veneto arriverà nella nostra città mercoledì prossimo, e lo farà con un piccolo tour che lo porterà in varie punti della città e toccando diverse realtà piacentine, con in mano il suo nuovo libro dal titolo “Diversi”.
Gian Antonio Stella sarà a Piacenza mercoledì 22, invitato da Asp Città di Piacenza, da Officine Gutenberg e dalla libreria Fahrenheit 451, nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione sul tema handicap e che nasce dall’esperienza del festival Incontri che si è tenuto lo scorso 7 dicembre e che è ancora aperto per quanto riguarda il contest di scrittura dal titolo “Incontri ravvicinati di un diverso tipo”. Nel corso della giornata il giornalista visiterà alcune esperienze locali – sarà al bar I Piccoli Mondi, a La Magnana, realtà a pochissimi metri dalla città ma che produce prodotti sani vendendoli direttamente al cliente, a pranzo, al ristorante Il Germoglio, la cooperativa sociale ad inserimento in contesto lavorativo di persone disabili, e poi passerà a far visita al direttore e alla redazione del quotidiano Libertà.
Particolarmente significativa sarà la presentazione del libro presso la Casa Circondariale di Piacenza, un appuntamento con i detenuti che si inserisce nell’importante lavoro di risistemazione delle biblioteche del carcere in collaborazione con la Passerini Landi. Il momento forte della giornata sarà poi alle ore 18,00 presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano di via Sant’Eufemia 12, dove l’autore presenterà il libro, firmerà le copie e risponderà alle domande del pubblico. L’incontro è ad ingresso libero.
Diversi: La lunga battaglia dei disabili per cambiare la storia
Agli sgoccioli d’una vita davvero speciale, Stephen Hawking poteva muovere solo la palpebra dell’occhio destro ma continuava a fare conferenze e rinnovò fino all’ultimo la prenotazione per un volo nello spazio. Dodicimilacinquecento anni prima il suo avo preistorico «Romito 8», paralizzato per una brutta caduta, riuscì a vivere e a essere utile agli altri grazie a ciò che gli era rimasto di intatto: i denti.
È lunga la storia dei disabili. Segnata, da un capo all’altro del pianeta, da millenni di silenzi, mattanze, ferocia, abbandoni. Ma anche da vicende umane straordinarie. Di «deformi» acclamati imperatori come Claudio, narratori immensi anche se ciechi come Omero, raffinati calligrafi senza braccia come Thomas Schweicker, geniali pianisti nonostante la cecità e l’autismo come lo schiavo nero «Blind Tom», poliomielitici eletti quattro volte alla Casa Bianca come Franklin D. Roosevelt, artiste capaci di sfidare paure millenarie mostrando la propria disabilità come Frida Kahlo, giganti «nani» come Antonio Gramsci, Henri de Toulouse-Lautrec, Giacomo Leopardi… ma più ancora milioni di anonimi figli d’un dio minore che sono riusciti in condizioni difficilissime a tirar fuori, per dirla con papa Francesco, «la scatoletta preziosa che avevano dentro».
Della storia della disabilità Gian Antonio Stella, uno dei più famosi giornalisti italiani, parla nei suo ultimo libro “DIVERSI. La lunga battaglia dei disabili per cambiare la storia”, appena uscito per Solferino Libri e racconta una storia di orrori, crimini, errori scientifici, incubi religiosi fino alla catastrofi¬ca illusione di perfezionare l’uomo e al genocidio nazista degli «esseri inutili», attraverso le vite di uomini e donne che hanno subìto di tutto resistendo come meglio potevano all’odio e al disprezzo fino a riuscire piano piano a cambiare il mondo.
L’autore
Gian Antonio Stella è editorialista al «Corriere della Sera» e scrittore molto prolifico, tra i suoi libri troviamo: “Schei, L’Orda, Lo spreco, Negri, fro¬ci, giudei & co.”, “Bolli, sempre bolli, fortissima¬mente bolli” e i romanzi “Il Maestro magro”, “La bambina, il pugile e il canguro”, “I misteri di via dell’Amorino”. Con Sergio Rizzo ha scritto “La Casta”, “La Deriva”, “Vandali”, “Licenziare i padre¬terni” e “Se muore il Sud”. Con Gualtiero Bertelli e la Compagnia delle Acque ha portato in scena oltre cinquecento spettacoli teatrali.




