
Fiorenzuola d’Arda si prepara a respirare di nuovo l’aria frizzante della Zobia, lo storico
Carnevale popolare che da oltre quattro decenni trasforma il centro in un grande teatro a
cielo aperto. Il 14 e 15 febbraio 2026 torna quella che per i fiorenzuolani non è solo una
festa, ma una dichiarazione d’identità: ironia, dialetto e improvvisazione si fondono in un
rito collettivo in cui tutti, dai bambini ai veterani, diventano protagonisti.
“La Zobia è la nostra essenza – racconta Andrea Dadomo vicepresidente del Comitato
Amici della Zobia –. È il modo di prendersi in giro e ridere di noi stessi, delle cose del
paese e di quello che succede nel mondo”. Quest’anno la kermesse spegne 43 candeline.
Nata nel 1984 come competizione dei carri allegorici, la manifestazione si è evoluta fino a
conquistare il riconoscimento di “Carnevale storico” da parte del Ministero della Cultura.
Saranno otto i carri in gara per il Palio della Zobia, a cui si aggiungeranno gruppi, coppie e
singoli che concorrono ai tradizionali Paliotti. Niente ordine di sfilata per il momento: il
sorteggio ufficiale si terrà la domenica precedente. Ma qualche nome è già noto ai curiosi.
Il Bar Paradiso, vincitore dell’edizione 2025, tenta il bis con “Jurassic Parko Lucca – la
caccia al megalomode”, titolo che promette parodia e sarcasmo. I Ragas ad Campagna
presentano “Noé, l’ultmà speransà ad Fiurinsôla”, mentre la Locanda San Fiorenzo mette
in scena “L’Odissea ad Fiurinsôla!”. Torna anche l’allegra compagnia dei Ragas ad
Fiurinsôla, guidati da Tatiana Marcotti, con “Inaugúrasion ad l’aereuport ad Fiurinsôla”,
omaggio ironico alla provincia che sogna in grande. E ancora: la Gerassa Kristl Bar porta
“I baracon fiurinsulan”, la Gabbia di Matt da Podenzano approda con “Apres Ski”, i ragazzi
di Cortina firmano “TG Fi – Al telegiurnal ad Fiurinsôla” e i giovani del Nasty si inventano
una discesa agli inferi con “Al paradis l’è bèl, ma all’inferan as sta püsè in cumpagnia”.
Saranno due giorni di spettacolo senza respiro, con tredici giurati chiamati a valutare le
scenette e tre nuovi membri che gireranno in incognito tra il pubblico per cogliere lo spirito
più autentico della festa. Il programma segue la tradizione: sabato 14 febbraio, dalle ore
21, la prima sfilata di carri e gruppi attraverserà il cuore della città, da via Melchiorre Gioia
fino a piazza Caduti, tra scenette, battute e improvvisazioni. Dalle 23.30, sempre in piazza
Caduti, il palco si accenderà per il dj-set degli Alien Cut, duo di musica dance.
Domenica 15 febbraio, alle ore 15, si replica con la seconda sfilata e, dalle 19, la tanto
attesa cerimonia di premiazione, che come tradizione rischia di allungarsi, perché a
Fiorenzuola nessuno vuole smettere di ridere troppo presto. In chiusura, dalle ore 20, la
“baraonda finale” con dj Tubista, per salutare un’edizione che promette scintille.
Come ogni anno, la Zobia coinvolge anche le scuole cittadine. Venerdì 13 febbraio, tempo
permettendo, le classi dell’Istituto comprensivo e delle scuole dell’infanzia scenderanno in
piazza per la Zobia dei bambini, accompagnati dalla Polizia locale. In piazza Caduti,
sabato pomeriggio, ci sarà la replica del Carnevale dei piccoli, con la consueta battaglia
dei coriandoli e musica a volontà.
Nei giorni precedenti, decine di bambini hanno partecipato ai laboratori creativi curati
dall’Università di Modena e Reggio Emilia e condotti dalla tirocinante Giulia Merli, che sta
preparando una tesi sulla comunicazione delle tradizioni popolari. Durante le attività, i
ragazzi hanno imparato alcune parole di dialetto, il valore della satira e come realizzare
costumi con materiali di recupero, proprio come fanno gli zobiari di un tempo.
L’edizione 2026 segna anche un cambio alla guida della conduzione. Dopo decenni di
microfono, l’ottantunenne Walter Portesi lascia il testimone al veterano zobiaro Mario
Tosini, imprenditore e poeta dialettale, che sarà affiancato da Omaira Ferraroni. “Sono un
fiorenzuolano doc – dice Tosini – nato proprio in piazza Caduti cinquantanove anni fa.
Partecipo alla Zobia da sempre e quest’anno hanno scelto me per sostituire Walter: è
davvero un onore. Ci sarà qualche sorpresa nella conduzione, sempre in vernacolo e nel
segno della leggerezza, della tradizione e della goliardia”.
Accanto a loro lavorano instancabili i volontari del Comitato Amici della Zobia, cuore
pulsante del carnevale fiorenzuolano. Ogni anno rimettono in moto una macchina tanto
complessa quanto appassionata, fatta di entusiasmo, creatività e tanto impegno. “Per la
Zobia – spiega Andrea Dadomo – possiamo contare su una quarantina di volontari. La
preparazione inizia praticamente subito: un paio di mesi dopo la fine dell’edizione in corso
siamo già al lavoro su quella successiva. A giugno, infatti, partiranno i preparativi per la
Zobia 2027”.




