A Chiaravalle della Colombail fascino discreto dell’Infiorata dal 11 al 25 giugno

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E’ la ricorrenza liturgica più nota dell’Abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba, frazione del comune di Alseno: stiamo parlando dell’Infiorata del Corpus Domini, ossia il lungo tappeto fiorito che si estende dall’entrata dell’Abbazia fino al presbiterio, rappresentante diversi quadri raffiguranti motivi sacri, spesso eucaristici, che ogni anno seguono un motivo diverso.

L’Infiorata viene inaugurata proprio la domenica del Corpus Domini protraendosi per le successive due settimane. Appuntamento quindi per il suggestivo spettacolo fiorito da domenica 11 giugno. Già da giovedì 8 i preparativi saranno oggetto di attenzione. Il tema di quest’anno sarà “Gli Angeli ministri di Dio” che prende spunto dall’affresco, visibile in una vela della prima cappella, in cui si vede San Michele che colpisce il diavolo con una lancia.

L’Amministrazione Comunale di Alseno, in occasione della tradizionale Infiorata, realizzata dalla Comunità monastica cistercense, organizza un evento aperto a tutta la cittadinanza.

L’evento proposto, intitolato “Dal Cistercense al Padano: Verdi e il Grana”, avrà luogo nella splendida cornice dell’Abbazia di Chiaravalle Della Colomba nella giornata di domenica 25 giugno a partire dalle ore 11. Nell’occasione, sarà presentato il libro “Nelle terre di Giuseppe Verdi. Viaggio tra i caseifici del maestro” scritto da Davide Demaldé e Maura Quattrini. Quest’opera letteraria narra aspetti meno noti della vita di Verdi, illuminato imprenditore agricolo, nelle sue ampie proprietà del piacentino. La presentazione del libro consentirà l’esplorazione della vita rurale della seconda metà del XIX secolo, rivelando così l’autentico legame tra il maestro della musica e l’area di produzione del formaggio Grana Padano. Inoltre, saranno approfonditi  i riferimenti e i legami tra la storia cistercense e l’origine del formaggio Grana, grazie all’opera dei monaci dell’Abbazia di Chiaravalle.
Con l’intento di promuovere il territorio e la sua cultura, in concomitanza con la presentazione del libro, sarà organizzata una degustazione di prodotti DOP locali strettamente legati alla tradizione e alla cultura del nostro territorio. Oggetto della degustazione saranno:
– Il formaggio Grana Padano DOP, prodotto dal locale caseificio Caseificio Sociale Baselica Duce
– I salumi piacentini DOP, provenienti dal rinomato Salumificio Peveri, un’eccellenza produttiva locale.
– Una selezione di vini spumanti Franciacorta di alta qualità.

L’Abbazia cistercense, fascino senza tempo

La fondazione dell’Abbazia di Chiaravalle della Colomba è dovuta alla straordinaria attività di San Bernardo. La denominazione “della Colomba” è da attribuire ad una leggenda che narra come il perimetro del monastero sia stato indicato ai monaci da una colomba bianca con delle pagliuzze, ma forse più semplicemente è riferito al mistero dell’Annunciazione armonizzandosi così con la spiritualità mariana cistercense. La chiesa è dedicata a Santa Maria Assunta.
Uno dei motivi per cui l’Abbazia è famosa in tutta Italia, e non solo, è proprio la celebre “Infiorata del Corpus Domini”, quando viene allestito un meraviglioso tappeto fiorito lungo la navata centrale della basilica. E’ probabilmente il periodo migliore per visitare questo stupendo luogo di culto che unisce lo splendore architettonico dello stile Romanico-Gotico allo stile di vita spirituale e laborioso dei monaci che lo popolano.
Il suo chiostro integro in tutti i lati è uno dei meglio conservati tra le abbazie cistercensi. La chiesa dalle semplici linee in cotto favorisce il silenzio e la preghiera.

La località di Chiaravalle della Colomba ospita l’Abbazia cistercense dal 12esimo secolo. Fondata da San Bernardo di Chiaravalle, è tutt’ora abitata dai monaci, ma aperta  al pubblico.

La fondazione ufficiale si attribuisce al solenne documento dell’11 aprile 1136, espressamente chiamato “Istitutionis paginam”, con il quale Arduino, vescovo di Piacenza, concede al monastero i primi beni terreni. Altre donazioni vennero poi da due potenti signori della zona i Marchesi Oberto Pallavicino e Corrado Cavalcabò.

Il complesso architettonico è costruito secondo lo schema classico benedettino, ripreso dai cistercensi, con le costruzioni fondamentali disposte intorno al quadrato del chiostro e la chiesa con orientamento est-ovest. Il compimento delle parti medioevali come oggi le vediamo si realizzò nei duecento anni successivi dopo la distruzione di parti del cenobio monastico operata da Federico II nel 1248.

L’Abbazia è inserita, dal 2010, negli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa: “Via Francigena” e “Itinerario europeo delle abbazie cistercensi”

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