A Bardi, Parma, si studia on line
A Piacenza la scuola digitale è agli inizi

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leading-a-digital-school_image-45Evitare lo spopolamento della montagna e offrire le stesse possibilità formative anche in quelle zone che non sono “vicine” alla città, limitando anche il pendolarismo. Questo è stato l’obiettivo di Scuola@Bardi, il progetto che ha visto lo sforzo congiunto di amministrazioni, enti e aziende che hanno realizzato un nuovo modo di fare scuola. Grazie alla banda larga che arriva fino a Bardi gli studenti, appena usciti dalle medie possono iniziare a frequentare alcune scuole superiori situate nella provincia di Parma (come Fornovo o Borgotaro) attraverso aule attrezzate di computer, in videoconferenze, con la presenza di un tutor e sviluppando il percorso di studi via web, attraverso la piattaforma Studio-Online, dove è possibile ottenere i materiali didattici. Il progetto parte da lontano: le prime sperimentazioni, infatti, risalgono all’anno scolastico 2000/2001 quando, con solo 2 giorni settimanali, le lezioni “a distanza” riguardavano tre sole materie: italiano, storia e matematica. Con il passare degli anni e il miglioramento anche delle strutture tecnologiche e di rete, si sono potute realizzare videoconferenze e aggiungere materie come inglese, religione e anche educazione fisica. Negli ultimi anni, inoltre, tramite Skype (la piattaforma per videochiamate di Microsoft) sono stati possibili, anche per i docenti, le comunicazioni “faccia a faccia” con gli studenti, e oggi grazie anche ad una lavagna interattiva, le lezioni frontali e a distanza sono ormai la normalità.
L’esempio virtuoso di Bardi, che ha permesso a studenti che abitano in luoghi “remoti” di poter assistere alle lezioni e studiare quasi eliminando le distanze, non trova simili in provincia di Piacenza. La nostra provincia, oltre ad un ritardo importante nella rete ad alta velocità, soprattutto in montagna, che talvolta viene “colmato” da aziende private che utilizzano connessione senza fili, vede le scuole digitali al minimo. In tutta la provincia di Piacenza tre sole scuole sfruttano la didattica “digitale”: il liceo Gioia, il Respighi e l’istituto comprensivo di Cadeo. Se si abita sull’appennino piacentino, magari in una zona non facilmente raggiungibile, una nevicata, anche non importante, può rendere quasi impossibile arrivare a scuola, se si tiene conto anche del flusso di pendolari che inevitabilmente si crea, e la difficoltosa gestione delle corriere extraurbane. Molti sono stati i progetti che si sono succeduti negli anni: dall’idea di una cablatura con fibra ottica di tutta la via Emilia, da Piacenza a Rimini, passando sui cavi ferroviari, al progetto regionale Scuola@Appennino che Piacenza, pur partecipando con due scuole (Bobbio e Bettola)  evidentemente non ha saputo sfruttare al meglio per ampliare l’offerta anche a quelle zone più “difficili”, dove, infatti, troppo spesso, si assiste ad un vero e proprio spopolamento, affittando monolocali o bilocali in città per poter far frequentare ai figli le scuole superiori.
Dopo l’alluvione, la ricostruzione è un’opportunità importante dove si può “copiare” il modello-Bardi, per un territorio, quello dell’Appennino piacentino, che non deve essere abbandonato.

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