Sarà un Natale pieno di pensieri quello del sindaco Paolo Dosi. I grattacapi non arrivano tanto dall’opposizione, oggi in grado tutt’al più di fare solletico all’esecutivo; arrivano bensì dal solito fuoco amico interno alla maggioranza e al principale partito che la compone, il Partito Democratico.
Partito Democratico, la metamorfosi
La netta vittoria dei renziani anche a Piacenza ha di fatto drasticamente modificato l’assetto di un partito che oggi risulta totalmente ridisegnato rispetto solo a due mesi fa quando in sella c’era Vittorio Silva. La corrente per così dire “bersaniana”, quella che sostenne Roberta Valla al provinciale e poi Gianni Cuperlo al nazionale, è all’angolo ed ha già contato le prime migrazioni (l’assessore Pierangelo Romersi e il capogruppo Daniel Negri sono passati ai “renziani”). La segreteria provinciale è oggi saldamente nelle mani di Gian Luigi Molinari che ha rivoluzionato l’esecutivo inserendo molti giovani. Molinari non pare il tipo da laciarsi offuscare facilmente, ma l’unico pensiero potrebbe essere semmai legato alla figura dell’ex sindaco Roberto Reggi tornato prepotentemente in auge e potenzialmente figura scomoda per molti. Se lo sarà per Molinari si vedrà, lo è sicuramente per Dosi. La sera stessa del trionfo renziano e forse anche memore di quegli spumanti stappati solo l’anno prima dai suoi detrattori quando vinse Bersani, Reggi ha scandito a chiare lettere questo concetto: “Questa giunta non può andare avanti così, deve cambiare passo”.
Rimpasto in vista
È evidente che, nonostante lo stesso sindaco Dosi sia compagno di corrente del tandem Molinari – Reggi, queste parole non giovano alla serenità natalizia del primo cittadino che, al massimo dopo le feste, dovrà affrontare la famelica voglia di passare all’incasso di chi ha vinto il congresso. Si parla dunque di rimpasto. Quattro gli assessori la cui sedia traballa: Francesco Cacciatore, Silvio Bisotti, Giovanna Palladini, Pierangelo Romersi. Difficile, per non dire impossibile, che vengano sostituiti in blocco. Più facile che il ricambio possa riguardare un solo assessorato. L’indice è più puntato su quello ai Servizi sociali retto da Palladini. E’ lì che si concentrano molti appetiti. Uno che spinge per cambiare in fretta è sicuramente il consigliere comunale Stefano Borotti. E il dibattito che si è innescato di recente sulla vicenda della casa protetta nell’area Soprani (sulla strada Agazzana) sta provocando frizioni sia in Consiglio che in giunta. Dopo Natale la verifica decisiva.
Centrodestra orfano di Paparo
Nei giorni scorsi si è dimesso dai suoi incarichi politici, da assessore in Provincia e da consigliere comunale, Andrea Paparo per anni colonna del centrodestra piacentino nonché candidato sindaco alle ultime Comunali del 2012. Andrà a ricoprire il ruolo di direttore di Confapi e così per ragioni di opportunità, ma anche perché “stanco di questa politica” così ha dichiarato, ha deciso di fare un passo indietro. Una perdita sicuramente importante sotto il profilo del peso politico, riconosciuta in maniera bipartisan. Con il ritorno in aula del giovane Marco Colosimo il Pdl perde comunque di fatto uno scranno.
Forza Italia bimotore
La curiosità maggiore è tuttavia spostata su quel che sorge dalle ceneri del Pdl e in particolare dalla rinata Forza Italia. Partito che, al momento a Piacenza, non sembra avere un padrone definito. Da una parte la corrente che fa capo ad Antonio Agogliati, al consigliere regionale Andrea Pollastri e all’ex sindaco di Vigolzone Werner Argellati. Dall’altra la corrente dei sindaci, capitanata dal tandem Fabio Callori (Caorso) e Jonathan Papamarenghi (Lugagnano). Secondo questi ultimi “Forza Italia è nelle mani degli eletti”. Al momento non ci sono indicazioni certe circa li organi che dovranno guidare il partito a livello locale, ma è assai probabile che in futuro su questo aspetto non mancheranno certo le frizioni.
Nuovo Centrodestra in attesa
E il Nuovo Centrodestra? A gennaio qualcosa si muoverà anche a livello piacentino con i principali esponenti, il presidente della Provincia Massimo Trespidi e il consigliere comunale Giovanni Botti, che attendono lumi da Roma.




