Ferrari (Municipale): “Pubblicità a teatro? Utile, ma non risolve”

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La pubblicità irrompe anche nel tempio della musica colta: il teatro lirico Carlo Felice di Genova ha inserito spot durante la prima del “Rigoletto” di Verdi, andata in scena lo scorso 13 novembre; si tratta di una delle soluzioni adottate dall’ente per cercare di porre rimedio alle difficoltà finanziarie in cui da qualche tempo versa. Sullo schermo che solitamente ospita i libretti, sono così apparsi spot pubblicitari accompagnati da relativi jingle; come succede al cinema, insomma. Gli sponsor che per il momento hanno aderito sono   Regione Liguria, My Movies, la piattaforma usata per trasmettere le opere in streaming, una pasticceria e una società di buoni pasto. L’auspicio del teatro è ovviamente quello di ampliare il numero degli sponsor per sanare la difficile situazione economica.
Questa non è l’unica “trovata” del Carlo Felice, che per rimpinguare le proprie casse ha recentemente annunciato anche l’intenzione di vendere le poltrone a sponsor privati, sulle quali verrebbero apposte targhette in ottone con incisi i nomi dei donatori. Si affianca a questa iniziativa quella di affittare il foyer come location per matrimoni, annunciata a settembre.
Insomma, la crisi colpisce anche la cultura, ma l’idea di inserire spot pubblicitari prima, durante e dopo una rappresentazione colta – come l’opera lirica – è discussa. Abbiamo sentito in proposito Cristina Ferrari (nella foto al centro), direttore artistico del Teatro Municipale di Piacenza e del Carlo Felice nel 2008 e 2009,  che afferma: “l’iniziativa di inserire spot  pubblicitari nel corso di una rappresentazione non mi ‘scandalizza’, ma va vista nel contesto in cui è stata realizzata, cioè la situazione di criticità economica e finanziaria del Carlo Felice. In questa circostanza, se da una parte ‘il fine giustifica i mezzi’, dall’altra ritengo che questa iniziativa non sia purtroppo risolutiva”.
“Nell’intraprendere questa strada, – continua Cristina Ferrari – che come detto ritengo utile ma non risolutiva, occorrerebbe tuttavia mantenere una certa sobrietà. È infatti vero che il teatro non è un luogo ‘sacro’, tuttavia vanno mantenuti il tono ed il rispetto consoni alla lirica, espressione artistica cui portare rispetto così come si fa alle altre forme d’arte”. Quali, allora, gli interventi auspicabili per riportare in auge una struttura come quella del Carlo Felice? “I provvedimenti da prendere sono di ben altro tenore: ad esempio, il noleggio del teatro per spettacoli ed eventi al di fuori delle rappresentazioni canoniche dello stesso, come concerti di musica leggera utili anche per far conoscere  il teatro ad un nuovo pubblico”.

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