E’ un Roberto Reggi scatenato e pungente quello intervistato da Elena Caminati per Zerocinqueduetre, la nuova web tv piacentina, a pochi giorni dalle primarie dell’8 dicembre che eleggeranno il nuovo segretario del Partito Democratico.
Il finora unico (ex) sindaco ad essere stato riconfermato con l’attuale legge elettorale continua il suo impegno politico a fianco di Matteo Renzi, ma ha anche ripreso a pieno ritmo il suo mestiere di ingegnere. “Sono orgoglioso – ha rimarcato Reggi – di averne uno. Lavoro sugli impianti idroelettrici dell’arco alpino, però non ho smesso di fare politica perchè è una cosa che ti entra nel sangue. Se sei stato alla guida di una città, tutto ciò che riguarda le scelte che possono migliorare il futuro di una comunità non può smettere di interessarti”.
A Reggi la quotidianità di sindaco manca per il rapporto sviluppato con i piacentini, ma dopo dieci anni intensi – dei quali è orgoglioso – apprezza quel po’ di tempo libero e di spazi per pensare in più, e non risparmia le critiche a parte dell’attuale Giunta.
“Alcuni assessori non hanno la consapevolezza del privilegio di poter operare a favore della propria comunità. Non si deve far passare invano neanche un minuto, ma io li vedo troppo tranquilli… E chi sta tranquillo, in questa fase, può solo retrocedere”.
Affondo pesante anche contro “l’azione rallentata” di alcuni volti noti: “Forse c’è gente che è lì da troppo tempo: dopo dieci anni è difficile mantenere motivazioni alte come all’inizio perchè subentra un naturale rilassamento, ma mai come adesso servono energie ed entusiasmo”.
Non è un rimprovero al sindaco Dosi, ma ad una parte degli assessori: “Capisco le difficoltà del sindaco, perchè anche la mia primissima Giunta non era granchè e litigava troppo. Per sistemarla ci è voluto un anno e mezzo, per cui può succedere che non si riesca a correre subito… ma chi non ce la fa, nella Giunta, adesso può anche passare la mano”.
Anche perchè – è il filo del ragionamento complessivo – si avvicina Expo 2015: “Considerando la vocazione di Piacenza e l’argomento dell’Expo, l’alimentazione, c’è un’occasione irripetibile per promuovere la nostra filiera di qualità agroalimentare. Ora o mai più: dalla filiera del pomodoro a chi ha trovato una nicchia, è un’occasione unica per metterci in vetrina”.
Anche l’arrivo di Eataly a Piacenza “darà certezza di vendita a prodotti che altrimenti rischierebbero di non avere prospettiva”, ma Expo 2015 “dovrà essere per Piacenza un Eataly al cubo, che coinvolga anche tanti giovani e le loro energie”. Stesso discorso Reggi fa per la filiera della sostenibilità ambientale, “che è di livello assoluto”.
Su Piacenza “dormitorio di Milano per l’Expo”, Reggi osserva pragmaticamente che “Non si può competere con Milano per offerta lavorativa, ma per qualità della vita sì: se tanti verranno a dormire da noi, potranno anche vedere città e valli e scoprire la nostra enogastronomia, apprezzando una realtà a misura d’uomo come succede a me quando smetto i panni dell’ingegnere e vivo la mia dimensione persionale, culturale, di amicizia e sportiva”.
Anche nella parte di intervista sul Pd nazionale, con Reggi convinto sostenitore del rinnovamento voluto da Renzi, l’ex sindaco ne ha per chi “antepone il proprio bene a quello del Paese e non vuol fare un passo indietro: glielo faremo fare noi”. Pur senza citare espressamente Bersani e altri big piacentini con responsabilità nazionali, come invece sagacemente fa l’intervistatrice, Reggi sferza: “Non può parlare di pensioni con la faccia contrita chi ne ha o ne avrà tre”.
Dei big locali, Reggi dice esplicitamente che li pensava “diversi, poi li ho conosciuti meglio, e non mi sono piaciuti”.
Bocciato l’immobilismo del governo Letta, Reggi puntualizza anche sulla polemica sui tesseramenti Pd a Piacenza: “Come si è dimostrato, è stato solo un tentativo goffo di chi non sa perdere – e ha perso di brutto – di buttarla in rissa. Tentare di delegittimare l’avversario che vince, per cercare di indebolirlo, è un vecchio metodo da Prima Repubblica, ma il tentativo si è rivelato davvero goffo perchè di irregolare non c’era nulla: con tanto impegno siamo tornati solo vicini ai livelli del 2011, quando la gestione degli ultimi mesi aveva fatto tracollare gli iscritti. Qualsiasi iscrizione sembrava eclatante perchè c’era stato un crollo! Nell’unico luogo con tesseramento eccessivo, Renzi è arrivato ultimo… forse a provare questa operazione è stato qualcun altro. Gettare fango su Piacenza non ha dato una bella immagine alla città: chi l’ha fatto, verrà ricordato anche per quello”.




