
Dalle aule di scuola ai microfoni di un podcast, un gruppo di studenti del liceo Romagnosi ha dato voce a una pagina poco nota della storia locale, trasformando documenti d’archivio in racconto vivo e partecipato. È nato così “I ribelli del Romagnosi”, un progetto multimediale che ricostruisce, attraverso due puntate disponibili su Spotify, la storia di alcuni studenti dell’istituto che, tra gli anni Venti e Trenta, vissero e poi resistettero al regime fascista.
Frutto di un laboratorio pomeridiano avviato lo scorso febbraio, il podcast è il risultato dell’impegno di una trentina di ragazzi, coordinati da un team di insegnanti, Benedetta Barbieri, Martina Letterelli, Salvatore Mortilla e Alberto Rossi, con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Piacenza, del Museo della Resistenza e di altri istituti scolastici.
«L’idea è nata in occasione del centenario del Romagnosi – spiega Alberto Rossi a Betty Paraboschi di Libertà – ma ha preso forma quando la direttrice dell’Archivio di Stato Anna Riva ci ha proposto di partecipare alle celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione. Da lì è partito un lavoro intenso sull’archivio storico della scuola, in particolare sulle circolari e i documenti degli anni 1924-1938».
Ne è emersa una narrazione corale e in parte fiction, in cui le parole degli studenti di ieri rivivono nella voce degli studenti di oggi. Tra i nomi ricordati: Pietro Inzani, cui fu intitolata un’aula del Romagnosi nel 1955, Cesare Po della Terza Brigata partigiana, e Tina Pesaro, deportata ad Auschwitz in quanto ebrea.
Il progetto ha coinvolto anche altri istituti: l’ISII Marconi ha messo a disposizione l’aula podcast per le registrazioni, mentre il liceo Gioia ha collaborato alla ricerca storica con il contributo di diversi docenti. Il lavoro di squadra ha unito competenze tecniche, storiche e creative.
«Volevamo raccontare la storia in un modo diverso – spiega ancora Rossi – attraverso le emozioni e le voci dei ragazzi. Non è solo memoria, è partecipazione». Un progetto che unisce passato e presente, storia e tecnologia, e che restituisce dignità a storie dimenticate, facendole arrivare alle nuove generazioni attraverso un linguaggio contemporaneo.




