
Paolo Barattieri sarà ufficialmente nominato presidente di Avis Castel San Giovanni il 14 marzo data in cui si svolgerà la prima riunione del nuovo direttivo, eletto durante l’Assemblea dei soci dello scorso 28 febbraio. Classe ‘61, Barattieri è un volontario di lunga esperienza: “Sono entrato in Avis a 18 anni come donatore e nel corso del tempo ho ricoperto le cariche di consigliere e, nell’ultimo decennio, di segretario di sezione”. Composto da 13 membri, il nuovo Consiglio è un mix di donatori storici e forze nuove. “Ci sono 3 ragazzi di cui uno appena ventenne”, fa notare il neo-presidente.
Si chiude così l’era di Adriano Azzalin, colonna dell’Avis locale, presidente per oltre 30 anni. “Ma – rassicura Barattieri – Adriano non molla, la sua esperienza è preziosa, è un punto di riferimento per tutti soprattutto per i più giovani. Rimarrà a disposizione dell’associazione e ricoprirà l’incarico di addetto contabile”.
Paolo Barattieri guiderà la terza sede Avis per numero di iscritti della provincia di Piacenza. Unica sezione transregionale, composta anche da volontari dell’Oltrepò pavese, l’Avis locale ha una lunga tradizione e la volontà di rinnovarsi. Con il nuovo presidente Paolo Barattieri, ne ripercorriamo la storia.
C’era una volta un medico appassionato e pieno di idee di nome Dante Bursi. Con 4 colleghi e il parroco, nella primavera del 1959, fondò l’Avis Comunale di Castel San Giovanni. Il dottor Bursi è stato per anni presidente e medico di sezione ma era anche incaricato della “propaganda”, di far conoscere nel territorio la nascita di una nuova Associazione. Personaggio generoso quanto carismatico, riusciva a coinvolgere gli abitanti del paese. Tutte le domeniche scendeva in piazza mettendo in scena un vero e proprio teatro di strada. Piccole rappresentazioni spiritose che colpivano la sensibilità della gente. Ogni tanto portava con sé un letto sul quale piazzava un manichino e simulava la trasfusione. Altre volte si spingeva al limite della provocazione, disponendo una macchina accidentata con dentro un manichino insanguinato. I risultati giunsero subito: ad un anno dalla sua fondazione i donatori erano già 50 e molte iscrizioni giungevano dai paesi limitrofi. Così, negli anni che seguirono, la sezione prese il nome di Avis Comunale di Castel San Giovanni-Sarmato-Pieve Porto Morone salvo poi tornare negli ultimi tempi alla sua denominazione originale.
Oggi la sezione comunale di Castel San Giovanni è intitolata al dottor Bursi, cosi come la borsa di studio a lui dedicata. E’ grazie alla sua instancabile spinta pioneristica se l’Avis di Castel San Giovanni è così radicata sul territorio. Essa conta infatti 410 volontari di cui 120 sono Under 35. Le donazioni fra sangue e plasma sono circa 770 all’anno mentre il tasso di crescita annuale è di 30 nuovi donatori. Con il 20% dell’intera popolazione residente di origine straniera, Castel San Giovanni è il comune emiliano-romagnolo con l’incidenza più alta di immigrati. Un mosaico etnico che si riflette nell’Avis locale poiché più del 10% dei donatori non sono italiani.




