Crescita contenuta, Nicola Parenti: “Cauto ottimismo, preoccupano gli eventi bellici”

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Dopo un quadriennio turbolento l’economia piacentina vive apparentemente un momento di calma. Alla fase drammatica del covid ha fatto seguito un prevedibile rimbalzo positivo, con una crescita “anomala” di molti indicatori. Il contesto attuale ha riequilibrato dinamiche e prospettive, nonostante, sullo sfondo, un quadro geopolitico instabile continui a preoccupare tutti gli attori economici che si muovono sulla scena internazionale.

Un’analisi supportata dai numeri esposti a fine luglio dai vertici locali di Confindustria – a parlare erano stati il neopresidente Nicola Parenti, il direttore Luca Groppi e Giulia Silva del Centro Studi – in occasione della presentazione della tradizionale indagine congiunturale, che ha visto interpellate le imprese associate, con un fatturato complessivo di 3 miliardi di euro e circa 8mila addetti.

I numeri dell’industria piacentina – Fotografia dei primi sei mesi del 2024 a confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, l’indagine ha mostrato una crescita complessiva del fatturato delle aziende manifatturiere del +2,42%. Nello specifico, il segno più si è registrato in maniera più evidente nel settore alimentare (+5,77%) e nei materiali edili (+11,28%), mentre il meno ha riguardato la meccanica (-2,14%) e le industrie varie (-6,8%), come legno, chimica, vetro. E se anche il dato sull’occupazione (+2,40%) può lasciare abbastanza tranquilli, confermando la tendenza degli ultimi tre anni, il messaggio forte uscito dall’indagine congiunturale è che l’export è il vero traino dell’economia piacentina. Il rimbalzo positivo alla voce vendite estere è infatti del +18,42%, controbilanciato, negativamente, dal dato sul fatturato interno, calato dell’8,65%. “Il tessuto piacentino nell’insieme ha tenuto molto bene – il commento a margine di Parenti -, anche meglio di altri territori, in una situazione generale condizionata da grandi incertezze legate ad esempio a tensioni geopolitiche, tassi di interesse ancora molto alti e dall’assenza, ancora, dei decreti attuativi di industria 5.0, in attesa degli investimenti che possano far ripartire l’economia, a differenza di Industria 4.0, piano divenuto subito operativo. D’altro canto invece la transizione ecologica detta tempi per cui non siamo pronti, perché mancano le infrastrutture”. La forza di Piacenza pare risiedere nel saper eccellere in nicchie specifiche di mercato, unitamente a una spiccata vocazione all’internazionalizzazione. In questo senso l’alimentare è il vero fiore all’occhiello: “ha saputo creare nuovi mercati” osserva il presidente di Confindustria. 

Attualità e prospettive – Finito il tempo delle analisi, e lasciatasi alle spalle la fisiologica pausa agostana, con l’arrivo di settembre l’industria piacentina vuole accelerare, guardare al futuro. “Per Unioncamere – ha spiegato recentemente il presidente di Confindustria Piacenza – tra agosto e ottobre si registrerà un numero leggermente maggiore di ingressi nell’industria a Piacenza rispetto all’anno scorso, questo è indice di stabilità e significa quindi più contratti di lavoro: 1.940 rispetto ai 1.710 dell’anno passato. Dato che compensa però una leggera discesa nei contratti dei servizi. Ad ogni buon conto i numeri pubblicati a luglio erano più pessimistici”. Pessimismo che, a dire il vero, non aveva riguardato gli imprenditori intervistati nell’ultima indagine congiunturale. Il 38% di loro, infatti, ha previsto un livello di ordini totali invariato nel prossimo semestre, il 42% un aumento e solo il 20% una diminuzione. A questi numeri, si aggiunge il fatto che per il 62% delle imprese l’occupazione sarà invariata, ed è destinata a scendere solo per il 14% delle aziende. “La stabilità porta dunque un leggero ottimismo, anche se la crescita negli ultimi tre anni ha frenato” ricorda Parenti.

“L’America è fondamentale per le esportazioni” – La partita si giocherà sul delicato scacchiere degli equilibri geopolitici. “Molto è affidato nei prossimi mesi a questi fattori – la previsione di Parenti -, a possibili segni di distensione in un momento dominato da eventi bellici, anche l’America conta, anzi è fondamentale per le nostre esportazioni”. C’è poi il tema dell’energia e dei tassi di interesse. “Dopo una diminuzione negli anni scorsi (si riferisce al prezzo dell’energia, ndr), in agosto si è notata la tendenza a crescere dei costi, legata proprio alle tensioni geopolitiche. Il 2024 si chiuderà con prezzi poco più alti dell’anno prima e sarà da verificare come impatterà la domanda di energia delle aziende alla riapertura di settembre”. Sul fronte dei tassi di interesse, Parenti registra con soddisfazione “la volontà di tagliare i tassi: la Bce l’ha fatto a giugno e sembra possa tagliare ancora a settembre, magari incoraggiata dai tagli che farà anche la Federal Reserve. Molti investimenti sono ancora fermi per tassi troppo alti, aspettando che diventino più sostenibili, questo gioverà sia alle aziende che alle famiglie”.

“A fine settembre in arrivo un investimento importante per Piacenza” – C’è ottimismo anche per gli sviluppi infrastrutturali della città. “Iniziamo a vedere qualcosa di concreto – dice Parenti -, soprattutto è stato siglato l’accordo per la «città del ferro» (si riferisce al progetto di scalo merci a Le Mose,che potrebbe spostare da gomma a ferrovia una quota considerevole di merci, ndr) e specialmente ci sono finanziamenti per 700 milioni da parte delle ferrovie, il progetto aiuterà a togliere traffico su gomma e inquinamento, questo implica anni di lavoro, una ricaduta per tutti, fornitura e sub fornitura”. E Parenti annuncia anche una sorpresa per fine settembre. “Si tratta di un investimento molto importante – spiega senza entrare nel dettaglio – un progetto certo di sviluppo su Piacenza”.

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