Clima, Piacenza tra le peggiori per umidità e smog: la qualità dell’aria si può migliorare

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Ogni giorno nella città di Piacenza e nella sua provincia si registrano 27 denunce di reati (nel 2020 erano 23). Questo dato è emerso dalla classifica della criminalità elaborata dal quotidiano Il Sole 24 Ore, sulla base dei dati del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno per l’anno 2021. Si tratta di una classifica alla rovescia: i migliori sono gli ultimi, i peggiori i primi. Nell’anno analizzato le denunce piacentine nel 2021 ammontano, in termini assoluti, a quasi 10mila contro le 8.242 del 2020. Per capirsi: Milano è prima nella graduatoria complessiva con 5.985 denunce su 100mila abitanti, Rimini è seconda con 5.550 e Torino terza con 5.057 denunce per 100mila abitanti, mentre Piacenza è 24esima a quota 3.519.

Sono in ogni caso dati che non cambiano il giudizio delle autorità preposte alla pubblica sicurezza, per le quali la nostra è una provincia senza particolari allarmi criminali e senza la presenza di fonti di malavita locale. Tuttavia alcuni numeri emersi dalla classifica mettono in luce una discrepanza tra le cronache riportate dai media, la percezione dell’opinione pubblica di una provincia tutto sommato tranquilla e l’oggettivo numero di certi reati. Ad esempio le rapine in casa, per le quali Piacenza è tra le peggiori in Italia con 18 denunce (nel 2020 erano state 10). Nei territori limitrofi se ne sono registrate 10 a Cremona, 6 a Lodi, 21 a Parma e 19 a Pavia. Il nostro poi è al secondo posto tra i territori con più omicidi da incidente stradale: 13 lo scorso anno, vera emergenza locale. Qui incide il transito nella provincia delle autostrade A1 e A21. Un fenomeno del quale l’opinione pubblica si è invece accorta anche negli ultimi mesi è quello delle violenze sessuali: siamo al 9° posto in Italia con 38 denunce e all’11° per violenze sessuali su minori di 14 anni con 4 denunce. Il questore Filippo Guglielmino, assieme al comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il colonnello Pierantonio Breda, evidenziano come in questa provincia ci sia “una grande propensione a denunciare anche il più piccolo reato”. “Più il cittadino denuncia, più ci aiuta alla pianificazione dei servizi sul territorio con maggiori passaggi di pattuglie e utilizzo di telecamere”, dice Breda, per il quale il numero complessivo di certi delitti – che può apparire sproporzionato rispetto al territorio – è originato dall’inserimento di situazioni diverse. Delle 18 rapine in casa, ad esempio, solo una quota nasce così, ovvero con l’intenzione della rapina e la relativa violenza. Diversi sono furti che degenerano in rapine perché il ladro, “per proteggere la fuga, spintona il padrone di casa” e diventa poi rapina il furto con la minaccia al padrone di casa. Insomma, i dati della classifica del Sole 24Ore vanno letti attentamente. Lo farà anche il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Piacenza che si riunirà a breve. “I dati pubblicati sono una sintesi di quanto emerge dal quotidiano monitoraggio effettuato dalle forze dell’ordine che, in sede di Comitato, costituisce il necessario riferimento per la continua rimodulazione e messa a punto delle attività di prevenzione e controllo del territorio”, conferma la prefetta Daniela Lupo. “Il costante rafforzamento della collaborazione fattiva ed efficace tra istituzioni, enti locali, associazioni e cittadini per il miglioramento della coesione sociale, dei fondamentali valori di cittadinanza e della fiducia nelle Istituzioni. Uno degli effetti di tale attività è certamente l’alta sensibilità e disponibilità dei cittadini di Piacenza e del territorio a denunciare e collaborare con le forze dell’ordine”, conclude Lupo. Ci sono reati che nel 2021 nella provincia di Piacenza non sono mai stati commessi. Secondo la classifica del Sole l’indice zero appare per l’omicidio volontario, l’infanticidio, gli omicidi da incidente sul lavoro, le rapine in banca e negli uffici postali, l’usura, il contrabbando e le associazioni di stampo mafioso. Miglioriamo poi nelle denunce per droga – siamo al 71° posto con 115 denunce (134 nel 2020) – e in quelle per gli incendi: 72° posto con 18 denunce (24 nel 2020).

I dati 2021 confermano poi una serie di primati negativi ormai consolidati a livello nazionale: Milano capitale dei furti in generale davanti a Rimini e Roma; Barletta in cima alla classifica di quelli d’auto; Napoli prima per furti con strappo e di motocicli, ma anche di contrabbando. E, ancora: Gorizia in cima alla classifica delle truffe e delle frodi informatiche; Vibo Valentia prima per minacce. Emergono però una serie di novità come il primato di La Spezia nei reati legati agli stupefacenti – incluso lo spaccio – e quello di Matera sul fronte delle denunce di incendi.

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