Urgenze della montagna, ultima chiamata: spopolamento, invecchiamento e digitale che resta ancora muto

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Si discute di sostenibilità all’interno di Agenda 2030 regionale per cercare le strade per non lasciar morire l’Appennino. Confronto a distanza organizzato da Ceas di Bobbio

Appennino. Tra gli impegni impellenti e concreti ne spicca uno su tutti: la trasformazione digitale che per le evidenti difficoltà orografiche stenta a diventare realtà. Ma è urgente una soluzione. Che non può più attendere. Tema cruciale con la sicurezza di un territorio minacciato da dissesto e spopolamento.

Vivere in Appennino, vivere sostenibile sulle montagne è tema cruciale. Infatti l’Appennino entra a pieno titolo nel forum locale dell’agenda 2030 regionale sulla sostenibilità che oggi – dopo l’esperienza pandemica – si declina più marcatamente all’insegna della transizione ecologica. Politiche e obiettivi da raggiungere si sono stati messi in evidenza durante un primo confronto a distanza promosso dal Ceas di Bobbio oggi Centro di Educazione alla Sostenibilità.

Domanda delle domande come centrare i 17 obiettivi che Agenda 2030 pone, cardini attorno a cui costruire le politiche che comprendano le vocazioni possibili, per rilanciare le zone appenniniche attraverso la chiave della sostenibilità. Coinvolti nella prospettiva otto comuni parte dell’Unione montana Valtrebbia che comprende con Piozzano anche una parte della Valluretta.

Dei contenuti su cui si dovranno basare le azioni concrete e in tempi non biblici hanno parlato gli amministratori dall’assessore Regionale Barbara Lori, al sindaco di Bobbio e presidente dell’Unione montana di Valtrebbia Roberto Pasquali a Paola Gazzolo che segue direttamente Agenda 2030 per conto dell’ufficio di presidenza della Regione. “Non proprio calzanti su una realtà montana” gli obiettivi dell’Agenda che non scendono nel vivo delle emergenze montane secondo il sindaco di Bobbio Pasquali che ha elencato le emergenze palesi.

ROBERTO PASQUALI SINDACO DI BOBBIO

Le urgenze? Note e stranote e in peggioramento.

A partire dal numero di abitanti che scende e invecchiano ponendo un interrogativo gigantesco sul tema dei servizi adeguati alla persona e per la salute; e poi la necessità di valorizzazione di “un patrimonio ambientale meraviglioso” l’altra urgenza di “attrarre imprese per mantenere le famiglie ad abitare e con esse quindi i servizi educativi tra cui il mantenimento della scuola superiore e perché no anche l’idea di far nascere una università della montagna”. Ecco queste cose sono ben chiare nella nostra agenda. Ha segnalato Pasquali. Una strada è stata già tracciata per trattare la problematica Appennino nel suo insieme. Ne è un esempio la stesura del nuovo piano urbanistico generale (PUG). Un unico strumento urbanistico che tenga conto delle peculiarità di ciascun territorio. Percorso che si concluderà entro il 2022. Lo scopo? Delineare e descrivere un contesto per capire cosa s’intende fare nelle varie località. Ma il momento non è facile. Le Unioni vivono una situazione complicata. Sul fronte dei dipendenti – ha messo in chiaro Pasquali – siamo in ginocchio con tre persone a disposizione e anche il decentramento da parte dei comuni è impossibile perché “perdono” personale. “A Bobbio 7 dipendenti sono usciti e siamo riusciti a rimpiazzarne uno solo forse due a breve”. Ha segnalato e poi un suggerimento finale: “Con tanti problemi da affrontare questa Agenda 2030 dovrebbe slittare al 2050”.

Tra i tanti temi trattati quello del divario digitale è il più significativo. L’assessore regionale alla montagna Barbara Lori ha parlato di “gap strutturale e formativo” ma anche di difficoltà che hanno portato ritardi nella costruzione dell’autostrada informatica che dovrà rendere digitale tutta la dorsale appenninica regionale. I lavori sono rallentati rispetto alla tabella di marcia “la fase pandemica non ha aiutato – ha segnalato – ma ora si sta imprimendo un’accelerazione”. Da un lato si è attuato il piano che riguarda le scuole con Lepida e dall’altro una riprogrammazione attuata da Open Fiber. Quanto alla zona del Piacentino – ha rilevato l’assessore Lori – l’investimento proseguirà anche a rafforzare le zone “bianche”. Non è facile perché le utenze sono molto poche e quindi i gestori hanno alcune difficoltà ad intervenire.

Antonella Lenti

info@antonellalenti.it

La pedalata assistita boom a Bobbio

La Valtrebbia diventi una “bike-valley”

Un’esperienza partita come prova a Bobbio ha ottenuto risultati sperati ma non scontati. Una piccola società privata ha avviato il noleggio di bici a pedalata assistita durante l’estate ed il successo è stato immediato. La richiesta è andata oltre le aspettative sia per i sentieri delle montagne intorno a Bobbio sia per spostamenti quotidiani in alternativa all’uso dell’automobile. Turisti stranieri, francesi ma anche italiani provenienti da città vicine e anche dalla Toscana per visitare questi luoghi.

L’iniziativa è partita da un capitale iniziale con un “parco” di 22 biciclette e l’agenda per il noleggio è andata immediatamente “over booking” soprattutto in alcune giornate di agosto. E ora gli organizzatori coltivano un sogno: fare della Valtrebbia una Bike-valley, ma perché il sogno si possa realizzare c’è almeno un ostacolo, la burocrazia e per superarlo sarebbero necessarie “strade in discesa”.

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