Francesco Scaravaggi è il nuovo presidente della Fondazione di… Vigevano (sicuramente) e Piacenza (non sembra). No, non ci siamo sbagliati. Il successore di Marazzi, infatti, ha ottenuto la presidenza grazie a cinque voti vigevanesi e otto piacentini, mancano all’appello gli altri 12 voti piacentini. Sergio Giglio e altri undici consiglieri hanno preferito disertare la sala per “lasciare a loro tutta la responsabilità di nominarsi il presidente”. Si può sicuramente chiosare, considerando la fredda espressività dei numeri, che Scaravggi risulta sicuramente essere il presidente dei vigevanesi, non quello dei piacentini. Un risultato di rottura, alla vigilia già ampiamente annunciato, che si sperava potesse rientrare grazie a qualche apertura, sopratutto nella composizione del prossimo consiglio di amministrazione. Alla fine l’apertura non c’è stata. Il risicatissimo risultato formale consente di dare il via al mandato per Scaravaggi, ma nella sostanza risulta azzoppato dalla maggioranza dei rappresentanti piacentini: dodici su venti.
Ingegnere 70enne molto stimato per il suo impegno nell’ambito del volontariato, Scaravaggi è stato anche assessore comunale a Traffico, Ambiente e Urbanistica nella giunta guidata da Giacomo Vaciago tra il 1995 e il 1999.
Il presidente uscente Giacomo Marazzi, oltre a dirsi “amareggiato” per la burrascosa conclusione del suo mandato, ha definito l’assenza di Giglio “un peccato, perché in termini democratici si va alle votazioni”. Marazzi ha anche voluto bacchettare Comune e Provincia, rei di non essersi assunti responsabilità nei confronti della Fondazione facendo mancare i consiglieri nominati da Palazzo Mercanti e Palazzo Garibaldi all’importante votazione di oggi (per il Comune era presente solo un rappresentante). In particolare, dopo che il sindaco Paolo Dosi aveva reso dichiarazioni in cui assicuraca la volontà di assumersi responsabilità in vista delle votazioni, Marazzi ha detto che “un conto sono le parole, un conto i fatti”. Una considerazione che, come ha detto il presidente uscente, fa del primo cittadino una sorta di Ponzio Pilato.
Ricordiamo che ad eleggere il nuovo presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano erano chiamati i 25 componenti del Consiglio generale (tra parentesi, chi li ha designati); in neretto i 13 consiglieri presenti che hanno votato Scaravaggi: Milena Tibaldi Montenz (Comune di Piacenza), Renato Zurla (sindaci del Piacentino), Adriano Dotti (volontariato), Carlo Tagliaferri (Politecnico), Mario Tondini (Diocesi di Piacenza-Bobbio), Benito Castellani (Ceis) e Fabrizio Garilli (Conservatorio Nicolini), più i vigevanesi Angelo Grungo (volontariato), Domenico Battaglia (Diocesi di Vigevano), Pietro Giorgis e Renzo De Candia (Comune di Vigevano). Con loro due cooptati dal consiglio generale, il piacentino Giorgio Milani e la vigevanese Caterina Cornalba.
In chiaro i dodici consiglieri che hanno disertato l’aula in segno di protesta: Carla Chiappini (Comune di Piacenza), Roberto Daturi e Carlo Ghisoni (Provincia di Piacenza), Valter Alberici, Claudio Bassanetti (sindaci del Piacentino), Sergio Giglio, Pierluigi Scrocchi e Alessandra Tampellini (Camera di Commercio di Piacenza), Lucia Favari e Annalisa Fiorani (volontariato), Pietro Galizzi (Cattolica), il piacentino Lucio Rossi (uno dei tre cooptati dal consiglio generale).




