St. Patrick’s Day Festival, Bastione Borghetto riaperto alla città con il cuore all’Irlanda

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Occhi puntati sul Bastione Borghetto, da venerdì 15 a domenica 17 finalmente di nuovo dischiuso alla città grazie a Coop Fedro, che ha organizzato nei bellissimi spazi della cittadella la nuova edizione del “St. Patrick’s Day Festival”, in collaborazione con Comune e Provincia. Tre giorni di birre di qualità, specialità culinarie e musica dal vivo per festeggiare il patrono d’Irlanda e le tradizioni smeraldine e un occhio, sabato pomeriggio, alla proiezione su maxischermo del match rugbystico Italia-Irlanda accompagnata dall’apertura anticipata degli stand enogastronomici. Ma veniamo ai concerti. Venerdì sera, ad aprire le danze, il concerto I LUF cantano Guccini; sabato 16, a rilevare il testimone, i Lou Tapage; domenica, gran finale con i seminali Tannahill Weavers, formazione scozzese etno-folk di musica celtica in pista dagli anni ’70 e quotatissima in tutto il mondo.

Da “Bologna” a “Dio è morto”, da “Canzone per un amica” a “L’avvelenata”, i LUF sono stati invitati al Festival per un omaggio al grande cantautore emiliano: da loro arrangiamenti freschi e originali, distanti ma rispettosi degli originali, per dare alle canzoni del “maestrone” modenese una veste nuova, ornata di suoni tipicamente folk con fisarmonica, violino, cornamuse e flauto traverso.
Il sestetto piemontese “di confine” Lou Tapage sventola invece le insegne del Nu Folk – Rock d’Oc, rock a “denominazione d’origine” alla continua ricerca di nuove sonorità folk, sulle quali innestare l’estro e la fantasia di arrangiamenti caldi e accattivanti cantati in lingua d’Oc, Catalano, Provenzale e Occitano, talvolta contaminati e fusi con elementi francesi, italiani e castigliani, sulla scorta di uno stile eclettico fatto di violini, flauti, cornamuse e organetti.
Quanto infine ai Tannahill Weavers, il loro repertorio spazia attraverso i secoli con canzoni d’attualità, ballate originali e ninne nanne. La combinazione di melodie dolci e malinconiche e canzoni più ritmate, la presenza on stage di fischietti, violini e cornamuse, insieme alla potenza vocale che esprimono, hanno fatto dire a molti critici che nelle loro performance si riscontrano sia la più pura tradizione celtica che il moderno rock’n’roll.

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