“Troppi contagiati, servono maggiore tutela e chiarezza per gli operatori sanitari”

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Partiremo con una campagna molto estesa, garantendo alcune migliaia di tamponi al giorno. Siamo pronti per partire immediatamente“. Lo ha detto sei giorni fa a Cartabianca (Rai3) il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Una dichiarazione che arriva in risposta al comunicato inviato dai Fp Cgil Cisl e Uil che chiedevano una campagna dedicata alla tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità regionale

Pare però che ancora non si sia mosso quanto promesso mentre cresce la preoccupazione dei sindacati per la salute di chi lavora e cresce anche la tensione del personale delle Aziende sanitarie per la poca chiarezza con la quale vengono gestite le situazioni dopo lo sviluppo di nuove positività. Secondo quanto riportato dai sindacati sembrerebbe che “la Regione ha inviato alle Aziende un documento che contiene a nostro avviso un grave errore di lettura e una grave contraddizione della normativa vigente. L’indicazione che viene fornita è di far andare al lavoro il personale Covid positivo nel caso sia asintomatico”.

“Sono passaggi che richiedono chiarimenti immediati, perché vorremmo capire la paternità di una scelta per noi assolutamente incoerente e contraria alla tutela della salute e alla normativa vigente”, dicono a gran voce le segreterie regionali dei sindacati, “Di conseguenza, si rende necessario un incontro per ridefinirne i contenuti”.

La stessa preoccupazione che lamentava anche lo stesso Ordine dei Medici dell’Emilia-Romagna in una nota del 17 marzo, in cui si legge: “Gli Ordini provinciali dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri della Emilia-Romagna esprimono una grave preoccupazione per l’evolversi della epidemia da coronavirus e per il numero sempre crescente di operatori sanitari contagiati nella nostra Regione. […] Per motivi che a noi sfuggono sembra ci sia una “logica” di minimizzare il problema, quando invece il problema c’è ed è molto sentito da parte di chi è in prima linea contro il coronavirus.

L’attuazione di misure di prevenzione/protezione della salute degli operatori sanitari è una strategia vantaggiosa per il singolo lavoratore e per la comunità. Infatti, l’adeguata applicazione di tali misure può limitare la trasmissione e la circolazione del coronavirus permettendo quindi di mantenere i servizi sanitari “efficienti”, anche in situazioni di emergenza”.

La risposta della Regione

E’ nel segno della apertura al dialogo la risposta dell’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, alle osservazioni avanzate dalle Organizzazioni sindacali rispetto alle tutele necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori sanitari impegnati nella lotta al virus. Il nostro impegno ad aumentare il numero dei tamponi eseguiti rimane e già lo stiamo onorando. Tra le priorità vi è certamente quella rappresentata dalla necessità di tutelare chi sta facendo uno straordinario lavoro in tutti i luoghi di cura dell’Emilia-Romagna, professionisti che sono messi a dura prova in questi giorni e che non smetteremo di ringraziare”

“Detto questo – conclude Donini – come è nostra consuetudine da sempre, apriremo da subito – assieme al Commissario ad acta per l’Emergenza coronavirus, Sergio Venturi – un confronto con le Organizzazioni sindacali, per far sì che la lotta al virus possa realizzarsi nelle migliori condizioni possibili, nella difficile situazione nella quale ci troviamo

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