Piacenza è una città strana, abbastanza grande da offrire servizi e comodità e al contempo abbastanza piccola da creare comunità compatte di persone affini. Capita spesso, con i pro e i contro del caso, di vedere le stesse facce se si frequenta un certo tipo di iniziative, soprattutto culturali, e altrettanto spesso invece quelle facce che non vedi mai le senti lamentarsi della scarsa vivacità della città. Eppure, esiste un nutrito gruppo di realtà che continuamente macina idee, progetti, incontri, festival… Una città strana appunto, dove sembra che le persone siano tanto insoddisfatte quanto pigre, perché nel centro storico non posso parcheggiare e allora non ci vado, via Roma ci starà anche provando a tirarsi su ma resta mal frequentata, in settimana non mi muovo perché ho i bambini, sabato è perfetto ma alle 19? no perché avrei quell’altro impegno… e così via ad ammonticchiare scuse per chiedere sempre un po’ di più alla città.

Tra queste realtà che ostinatamente ci provano ci sono senza dubbio le librerie di Piacenza, in particolare le due piccole librerie indipendenti del centro storico: Fahrenheit 451 di Sonia Galli e BookBank di Sara Marenghi. La prima si trova all’imbocco di piazza Duomo, che se arrivi dalla stazione non puoi proprio non fermarti davanti alla sua vetrina sempre vestita a tema, l’altra invece devi andare a scovarla in una (bellissima) laterale di corso Vittorio Emanuele II ma nelle giornate di sole si fa trovare con il suo bel totem posto all’ingresso della via che ammonisce i non lettori: “Leggere crea dipendenza”. A gestirle due donne esplosive e piene di idee creative che non si limitano a offrire un presidio alla lettura in città ma cercano piuttosto di portare i libri, e soprattutto la cultura, un po’ ovunque, e spesso lo fanno unendo le forze. L’ultima fatica a cui hanno partecipato, insieme, è stata “Profondo Giallo” il festival del noir frutto della collaborazione con Officine Gutenberg Crisalidi Cinemaniaci e Papero Editore, ma la loro vera impresa, creata e portata avanti da tre anni una accanto all’altra è “Transumanza”: “Un festival di libri e lettori in movimento, da qui il nome ‘Transumanza’… perché i libri, come la montagna, stanno subendo un abbandono e il nostro festival vuole essere una controtendenza: riportare le persone nei luoghi non comuni”.
Ma cosa troviamo alla Fahrenheit 451 e alla BookBank? Libri, ovvio, ma non solo. La libreria Fahrenheit 451 è il punto di riferimento per molti lettori forti, quelli cioè che comprano e leggono davvero tanti libri in un anno, che si informano sulle ultime uscite e insomma quando entrano in libreria sanno cosa vogliono. Sonia è capace di offrire sempre degli ottimi consigli di lettura, soprattutto chicche con un’attenzione particolare agli editori indipendenti, e inoltre imbastisce spesso gruppi di lettura e incontri con gli autori intercettando anche scrittori internazionali di passaggio in Italia.
La BookBank, invece, ha come sottotitolo “libri d’altri tempi” perché la sua specialità sono i libri usati e rari, le prime edizioni scovate chissà in quale angolo di mondo (tutta una sezione è infatti dedicata ai libri in lingua originale) e le vecchie copie un po’ ingiallite ma comunque ancora interessanti. Oltre ai libri, Sara costruisce mondi per i suoi lettori affezionati e sono infatti tantissime le iniziative che organizza, dal Teatime al Verre de Vin, dai Colibrì a Una libraia tutta per sé, per non parlare della Compagnia del ritorno, piccoli oggetti deliziosi creati con pagine di vecchi libri.
Due colleghe quindi e non due rivali, come spesso invece il mercato tiranno chiede di essere alle piccole imprese che resistono, e anche solo per questo dovremmo tutti essere più riconoscenti del loro impegno costante per la città e assumerci la responsabilità di partecipare numerosi alle loro iniziative. E soprattutto acquistare più libri, che fa bene a loro ma prima di tutto a noi.
Da qualche mese, poi, il centro storico di Piacenza vanta un’altra libreria indipendente (di quelle che nascono da sole, senza appoggiarsi a un grande marchio come Mondadori, Feltrinelli o Giunti), si chiama Pagine e la gestisce Raffaella che ha una passione infinita per la narrativa americana e ha deciso di aprire uno spazio in cui condividere questo amore con altri lettori. Quando entrate da Pagine vi ritrovate in una sorta di salottino con tanto di poltrone e tavolini mentre dagli scaffali occhieggiano libri rigorosamente di scrittori americani tradotti in italiano (e anche qualche edizione in lingua originale), pochi titoli ma selezionati con cura, che vi accolgono con la copertina ben in vista.
E poi dicono che Piacenza è una città noiosa…




