Vedevo il suo nido dall’alto. Poi un giorno è crollato. Non tutto, solo la copertura che stava sotto il mio punto d’osservazione. Che fosse un nido, l’ho saputo chiedendo. Mi incuriosiva cogliere le reazioni chi abita in zona. I crolli improvvisi sono legati a polvere, molta polvere, e soprattutto al rumore. Sembra che i boati siano una cosa impossibile da dimenticare. Uso sembra perché sono sordo.
Tra un parola e l’altra, salta fuori: “Per fortuna non si è preso sotto nessuno”. Replicai che bisognava trovarsi all’interno per rimanerci sotto. Lo stabile era chiaramente abbandonato.
Ed è così che svelo il nido. Dentro il magazzino in fondo a via Palmerio c’ è Antonino coi suoi cani.
Scopro quindi che a Piacenza Antonino è un’istituzione. Ha attirato il collettivo con il suo stile. Nei macro agglomerati quelli senza fissa dimora perdono identità, sono numeri da gestire. Nelle piccole città invece catturano l’attenzione. Vuoi per condannare la scelta fuori dall’ordinato sociale, vuoi per inconfessata invidia. Quando poi un “senza tetto” sventa una rapina a mano armata, al titolo istituzionale si allega il piedistallo mediatico. Articolo di circostanza, lodi, e conseguente scatenamento sui social. Tra i commenti dedicati c’era chi proponeva sistemazioni migliori, chi esprimeva giudizi, chi rendeva pelosa una situazione che pelo non ne cercava. La rete è democratica, lascia parola a tutti. La rete è arrogante, interviene senza chiedere permesso.
Antonino in fondo ha scelto di vivere sottotraccia. Si prende cura dei suoi animali, tralascia il possedere una casa. Ha seguito l’indole. Qualche anno fa ha comprato una roulotte e l’ha posizionata nel parcheggio dietro la Questura. Quando gli dissero che non era lecito, ha chiesto se poteva metterla dentro il magazzino. Era inutilizzato, tranquillo, e c’era spazio per i cani. Lo ha fregato il fatto che lo stabile, a parte il versare in pessime condizioni strutturali, rientra in un progetto di viabilità, e quindi lo sfrattano.
La prima volta che vidi Antonino fu dai carabinieri via Beverora. Chiedeva spiegazioni per una contravvenzione ricevuta. Voleva sì pagare, ma soprattutto scongiurare eventuali ripercussioni sui cani. Il rappresentante dell’Arma con tatto, pazienza e chiarezza davvero encomiabili, riuscì a tranquillizzarlo.
Gli piace il calcio, mi ha detto anche per che squadra tifa (non si definisce tifoso, bensì innamorato perso). Ho qualche remora a svelarla. Metti che tra chi lo aiuta in concreto, ci sia qualcuno di opposta fazione. Lo incontro nella sua zona, ci fermiamo a chiacchierare. Quando chiedo l’età, risponde con il numero di giorni che mancano al prossimo compleanno. Vivere alla giornata al 100%.
Anto’, e se provo a scrivere le cose che dici? Mi malmeni?
“No, scrivi pure. Quando sono in buona puoi chiedere tutto”.
Perchè quando sono in buona? Carattere difficile?
“Ho solo carattere. Sono uno di quei bravi cui ogni tanto salta la valvola di decompressione. Per quello ho sempre cercato il basso profilo. Non voglio rotture di scatole, non voglio rompere quelle degli altri”.
Il basso profilo però male si sposa con lo sventare rapine. Paura di niente?
“Quando sei lì non ci pensi. Ho agito di slancio. Al limite ti viene in mente la notte che quelli affrontati erano grossi e armati. Ma se puoi pensarci, significa che è andata bene”.
A proposito di notte: se un giorno mi venisse voglia di emularti, andrei in un posto con un clima migliore. Cosa ti lega a Piacenza?
“Si sta bene, c’è gente a posto. Mi piacerebbe ringraziare pubblicamente tutti quelli che mi aiutano, ma non conosco i nomi. Due però posso farli: Elena Castelli la mia veterinaria, Enrica Casalini dell’associazione Angeli Randagi”.
Mi porti a vedere quella che è casa tua da un paio d’anni?
“Volentieri, ma non disturbare gli altri condomini”.
Non abiti solo?
“Si, ma ci sono anche altri sotto quel tetto”.
Pensavo fosse tutto tuo.
“Non sarà più di nessuno fra un po’. Lo demoliscono”.
Non mi stupisce. Visto da fuori sembra messo male, ma da dentro è peggio. Hai qualche alternativa? È luogo comune dormire sotto i ponti, però non ci ho mai visto nessuno.
“Niente ponti, cerco un altro posto. E lo cerco a Piacenza”.
Detto fuori dai denti com’è nelle tue corde: ma trovare un lavoro, una stabilità, proprio non ti attira? Pensa a quanti cani faresti felici.
“Mi piacerebbe lavorare coi cani, ci sono portato. Allora si che ne farei felici tanti, non solo i miei”.
Hai detto che rimani, quindi ci rivedremo. In bocca al lupo per i tuoi progetti, per il tuo riparo, e per la tua strada.




