Lavoro: a Piacenza infortuni in aumento
Cala la disoccupazione ma non la precarietà

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La manifestazione del Primo Maggio

“I dati sono drammatici. Gli infortuni non mortali, nella nostra provincia sono cresciuti”. E’ l’allarme lanciato dal palco del Primo Maggio dai segretari cittadini Cgil, Cisl e Uil Zilocchi, Molinari e Sozzi insieme al presidente provinciale di Anmil Piacenza, Giovanni Ferrari. “Dopo una diminuzione degli infortuni e delle ‘morti bianche’ in corrispondenza con gli anni di crisi economica – hanno proseguito – oggi assistiamo ad un aumento di morti e infortuni. Disinvestire sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è un terreno fertile per chi vuole speculare sul lavoro, e questo Primo Maggio vuole mandare un messaggio forte e chiaro: così non va. Occorre tornare ad investire sulla sicurezza e nella prevenzione dei rischi”. Rispetto a quello regionale, Piacenza, insieme a Bologna, registra un dato in controtendenza: “Gli infortuni non mortali sono aumentati del 6% nel 2016 e del 2% nel 2017 – confermano Ferrari e Molinari – 4950 sono le denunce presentate lo scorso anno. Non conosciamo ancora i dati relativi al 2018 ma già ci sono stati infortuni piuttosto gravi”. Risultano in calo, invece le malattie professionali (251 casi nel 2017). Otto le morti bianche.
“Si muore dove il lavoro non è più di qualità – denuncia il segretario Cgil Gianluca Zilocchi – La sfida dei prossimi anni è quella di inserire il tema della sicurezza nella contrattazione e nel confronto coi datori di lavoro”. “Occorre una presenza più attiva dei lavoratori – conferma la segretaria Cisl Marina Molinari – e una maggiore consapevolezza: dobbiamo ripartire dalla legge sulla sicurezza”.

Zilocchi: “Migliorano i dati sull’occupazione, ma non la qualità del lavoro”

Sono stati anticipati, intanto, alcuni dati relativi alla ricerca alla base della nona edizione dell’Osservatorio sull’economia e il lavoro in Provincia di Piacenza. Uno dei dati più significativi dell’osservatorio è la ripresa dell’occupazione fotografata dai dati di stock sul mercato del lavoro nella provincia di Piacenza. Nel corso del 2017, infatti, vengono registrati 5.043 occupati in più, pari a una crescita del numero degli occupati del 4,1% rispetto all’anno precedente, ossia in assoluto il dato più significativo dall’inizio della crisi. Di conseguenza cresce il tasso occupazionale, che passa dal 66,3% del 2016 al 69,4% del 2017, superando, per la prima volta, anche il dato regionale del 68,6% registrato nel corso d el 2017. Decresce invece il tasso di disoccupazione, che passa dal 7,5% del 2016 al 6,1% del 2017, situandosi sotto la media regionale che si attesta invece al 6,5%.
“La maggior parte dei contratti di lavoro attivati è precaria – commenta questi primi dati Zilocchi – la ricerca mostra luci e ombre. Investire sulla qualità del lavoro è la strada maestra per rinsaldare la ripresa”.

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