Era il 2011. se lo ricordano tutti, governo Monti. Italia a rischio default, bisognava correre ai ripari. Quelle dell’allora ministro elsa Fornero, furono misure che fecero e che fanno ancora discutere. Sì, perche gli effetti di quella legge, che entrò in vigore nel dicembre del 2011, cambiarono le sorti di molti italini più o meno vicini alla pensione. Si creò così un vero e proprio esercito dei cosiddetti esodati, coloro cioè senza un lavoro ma ancora giovani per la pensione. In molte città sono nati dei veri e proprio gruppi con l’obiettivo di fare massa critica e di coordinarsi per ottenere la salvaguardia per i 23500 esodati che ancora oggi si contano in tutta italia, una parte di questi anche a Piacenza, dove però è più difficile uscire allo scoperto. Antonio Croci, 60 anni, è uno di loro. Ha deciso di metterci la faccia esortando chi si trova nella sua situazione a dirlo perchè solo così si possono ottenere i risultati. Tra il 2010 e ii 2011 la sua azienda lo mette in mobilità per una riorganizzazione del personale. Lui accetta di pagarsi volontariamente i contributi, per tre anni, arrivando così a 40 anni di contributi per ottenere la pensione. Ma la legge Fornero, dopo tre mesi dalla firma degli accordi, spazza via tutto. “Io ho fatto un accordo la Ministero del Lavoro, registrato anche presso il Tribuinale – racconta – dove di prevedeva un esodo con mobilità e contribuzione volontaria per raggiungere i 40 anni e la pensione. Questo avrebbe all’azienda di risolvere il problema degli esuberi senza pesare sui giovani assunti magari con famiglie a carico. Dopo tre mesi dalla firma della sottoscrizione dell’accordo, a dicembre la legge Fornero strappa tutto e se non si definisce una salvaguardia io raggiungerò la pensione nel 2013 anziché quest’anno. Con questo gruppo speriamo di coordinarci, di darci anche un aiuto psicologico. Si vive nell’incertezza e nel dubbio ogni giorno”. Originariamente il fondo esodati messo a disposizione dal Governo ammontava a 11 miliardi 600 milioni di euro; un bottino cospicuo per salvaguardare quasi 50 mila esodati. Dopo la settima salvaguardia gli esodati sono scesi a 26 mila, ne restano, attualmente 23500. Dal fondo però, rispetto all’utilizzo iniziale esclusivamente dedicato agli esodati, sono state tolte somme destinati ad altri settori. “Ad oggi hanno raggiunto la pensione 120 mila persone – spiefa Croci – però le proiezioni ci dicono che degli 11 miliardi 600 milioni si otterranno risparmi per 3 milardi 300 milioni. DI questo bottino 150 milioni sono stati spesi per il Giubileo, altro 150 milioni per Opzione Donna, per un totale di 1 milardo e mezzo. Noi chiediamo che questa somma torni nel fondo e che vengano salvaguardate le 23500 persone che restano. L’obiettivo che si sono posti i vari gruppi di esodati sparsi per l’italia è quello del 31 dicembre 2018 come transitorio minimo, ovvero chi a questa data, avrebbe raggiunto i requisito per l’assegno pensionistico. Per chi volesse mettersi in contatto con il gruppo esodati Piacenza è stata creata una mail apposita: esodatipiacenza@libero.it e un numero di telefono 333/4580451 “Non ci vogliamo sostituire ai patronai che hanno un compito istituzionale – specifica Croci – ma vogliamo solo fare massa critica nei confronti della classa politica, anche piacentina”.





