Serie D: la prodezza di Galuppini per un Piacenza col fiatone.

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galuppiniSono quelle partite che nascono sotto una cattiva stella ma che proprio quando meno te lo aspetti ti sanno regalare la gioia piu’ grande. Piacenza-Grumellese e’ il classico match pieno di trappole ed insidie tra due squadra distanti anni luce in classifica ma riavvicinate da una condizone fisica  e di carenza di organico che per una volta rende i biancorossi piu’ vulnerabili e meno “extraterrestri”. Porcino, Ruffini, Contini, Franchi e Marzeglia devono marcare visita, a Franzini manca di fatto buona parte dell’ossatura base di squadra a cui si somma la precaria situazione di Silva e Saber. Proprio per questo motivo il Piacenza fatica in particolar modo a proporre una manovra continua e fluida, il solita 4-3-3 di inzio incontro prevede la sola variante di Taugourdeu esterno sinstro di centrocampo con Cazzamalli centro mediano e l’esordiente bay Colombini a presidiare la mancina di difesa; ma la vera novita’ e’ l’inedito impiego del centravanti Gherardi in luogo del febbricitante Marzeglia. I primi venti minuti confermano le perplessita’ della vigilia con un Piacenza che non assimila appieno le novita’ di formazione ed una Grumellese capace di presidiare il campo con maggiore ordine ed incisivita’. Il cambio di modulo operato da Franzini con il doppio centrocampista centrale (Cazzamalli e Taugourdeau) e l’avanzamento di Saber sulla linea della trequarti con Matteassi e Minincleri sembra poter portare benefici alla costruzione del gioco con l’italo-tunisino in continuo movimento tra le linee al fine di cercare spazi e togliere riferimenti all’attenta linea difensiva bergamasca. La zuccata vincente di Cazzamalli seguita dopo pochi minuti da un’azione in fotocopia finalizzata sul palo sembrano l’antipasto del piu’ scontato degli epiloghi con l’ennesimo trionfi biancorosso. La ripresa invece vede il Piacenza dover fare i conti con un’improvviso calo fisico che facilita la pressione della Grumellese, brava per tutto il match a rimanere agganciata al punteggio grazie ad un’ardore agonistico e fisico (con qualche calcione di troppo) che alla lunga schiaccia i biancorossi nel fortino della propria area di rigore sino al meritato pareggio in mischia di Austoni. Proprio quando la divisione della posta sembra scritta, con i padroni di casa passati ad un’iper offesivo 4-2-4 con Saber arretrato sulla linea dei terzini e la coppia di centravanti Marzeglia-Pezzi supportati all’ala da Galuppini e Matteassi, la magia del piede dolce dell’ex-Lumezzane fa esplodere il Garilli: e’ una punizione quanto magistrale quanto importante quella di Galuppini che al novantesimo fissa il 2-1 e il +15 sul Lecco inchiodato sul pareggio dall’Olginatese. E’ la vittoria del sudore e della volonta’ quella dei ragazzi di Franzini, falcidiati da infortuni e squalifiche ma capaci di capitalizzare gli episodi e di fa valere la legge del piu’ forte anche nelle giornate piu’ difficili. Le grandi squadre si vedono anche vincendo partite come queste.

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