di Elena Caminati – Da quest’estate vive in un camper. Avevamo incontrato Jasna la primavera scorsa nel suo monolocale in città dove viveva con i figli. Ci aveva raccontato la sua storia, il suo impegno per fare valere i diritti delle donne sole con problemi di salute. Jasna convive da anni con la sclerosi multipla, una malattia destinata a degenerare. Ogni giorno non sa come il suo corpo affronterà una nuova giornata, ma nonostante questo non si piange addosso, con il sorriso guarda avanti.”Vivo in un camper un po’ per forza un po’ per scelta – ci ha detto ospitandoci nel suo mini alloggio – anche perchè per me è molto comodo. In questo spazio piccolissimo ho tutto a portata di mano e, per me che faccio fatica a camminare, è molto più facile”.
L’appartamento dove Jasna abitava fino a qualche mese fa non ha l’ascensore, e per lei diventa difficile, in certe giornate, poter scendere e salire, nonostante l’aiuto delle stampelle. Dallo Stato le arriva ogni mese una pensione di invalidità di 280 euro con i quali deve badare a lei e in parte ai figli, dopo la seperazione, 10 anni fa dal marito. “Io sono casalinga, mamma di due figli, lo Stato mi versa 280 euro al mese per la mia invalidità. Sono invalida al 90%, non sono in condizioni gravissime, ma qualche problemino c’è. I miei figli sono due ragazzi fantastici, sono fiera di loro, sono cresciuti velocemente. Mi sembrano sereni e tranquilli ma non è facile con una mamma come me che fatica a camminare, che vorrebbe dargli più soldi, ma non ci riesce” si sfoga Jasna. Vorrei che qualcuno si occupasse di più delle donne, soprattutto quelle sole e con figli, separate che si trovano nella povertà e non sanno come fare. A quel punto arriva lo Stato e cosa fa, ti porta via i ragazzi solo perchè sei povera. Non si può dire che una mamma non è brava perchè è povera, questo mi disturba molto e non è giusto”.
Al camper di Jasna arrivano molti amici, chi per un abbraccio, chi per scambiare qualche parola, chi per portarle quelcosa da mangiare. La sua storia è stata condivisa da centinaia di amici attraverso la rete. “Ho trovato in rete tante donne nella mia situazione, ma anche molti uomini solidali che mi capiscono – ha detto – le donne sono ancora molti discriminate in tante cose, c’è ancora tanto da fare. In tanti vengono a trovarmi qui al camper, io chiarisco subito che non accetto soldi, alcuni mi portano qualcosa da mangiare”.
Il 10 novembre per Jasna sarà una data importante, dopo la quale potrà, forse, chiudere un capitolo doloroso della sua vita. “In Tribunale a Piacenza ci sarà l’ultima udienza con il padre dei miei figli. Spero che questa situazione finisca al più presto e che sia davvero l’ultima volta anche per chiudere un capitolo della vita con quest’uomo che ci ha lasciati soli. Desidero che questa pagina si chiuda – conclude – e che non debba più pensare a lui e a tutta questa situazione”





