Manifatturiero, fatturato a -1,77%
Resiste bene solo chi fa export

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Primi sei mesi del 2012 difficili per il comparto manifatturiero piacentino, il cui fatturato complessivo è diminuito dell’1,77% rispetto allo stesso periodo del 2011. E’ il dato più significativo della consueta indagine congiunturale a cura dell’Ufficio Studi di Confindustria Piacenza, i cui numeri sono stati ottenuti attraverso un questionario rivolto alle imprese associate.
Il segno meno torna in gran parte degli indicatori economici dell’indagine, tanto che gli unici due settori che sembrano relativamente al riparo sono quello alimentare e quello delle industrie varie, mentre soffrono la meccanica e, soprattutto, i materiali per l’edilizia.
Due gli elementi vincenti per la competitività delle imprese: la dimensione e il grado di internazionalizzazione. Considerando la variazione del fatturato interno e di quello estero, il primo diminuisce del 5,68% e il secondo aumenta del 9,87%: ciò conferma che le sempre maggiori difficoltà del mercato domestico e il ruolo delle vendite all’estero sono l’unico fattore in grado di garantire la crescita aziendale. “Proprio questa – secondo i vertici di Confindustria Piacenza, a partire dal presidente Emilio Bolzoni e dal direttore Cesare Betti – è, e rimarrà, la sfida per le nostre imprese: aprirsi al mercato globale riuscendo a coglierne le opportunità, anche se ovviamente è un percorso impegnativo. Legato a questo tema – aggiunge non a caso il documento che contiene i dati – è anche l’aspetto dimensionale delle imprese. Dall’indagine emerge, infatti, come siano le imprese di maggiori dimensioni (con più di 100 addetti) a presentare i dati migliori”.
Sulle aspettative per il secondo semestre, diminuisce la percentuale di imprenditori che prevede di incrementare fatturato e ordini e aumenta quella di coloro che ne prevede un calo: anche in questo caso, le previsioni più ottimistiche arrivano dalle imprese con una maggiore vocazione all’estero.
A parziale consolazione ci sono i numeri relativi all’occupazione, che presenta un dato (+0,38%) di sostanziale stabilità.

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