“Noi siamo Parma”.La sfida ai biancorossi e’ lanciata

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parmaSi alza il velo sul nuovo Parma Calcio. Dopo un tira e molla di qualche settimana finalmente la FIGC ha rotto gli indugi assegnando l’affiliazione sportiva alla serie D alla cordata di imprenditori guidata da Nevio Scala che, grazie anche ai buoni uffici del sindaco Pizzarotti, ha superato al concorrenza dell’altra cordati in lizza dal mome “Magico Parma” dell’imprenditore Giuseppe Corrado che gia’ si era esposto anche per il tentativo di salvataggio del fallito Parma Calcio. I ducali ripartono con un organigramma infarcito di vecchie glorie , oltre a Nevio Scala presidente, Lorenzo Minotti direttore area tecnica, Luigi Apolloni allenatore, Fausto Pizzi responsabile settore giovanile e Andrea Galassi (ex centrocampista d’ordine nel Piacenza di Enrico Catuzzi) direttore sportivo.Inutile sottolineare come i cugini gialloblu’ siano gia’ partiti in pompa magna annunciando una campagna abbonamenti da 4000 posti dal pomposo logo “Noi siamo Parma”, il probabile accordo con Sky e il malcelato obiettivo della serie A in 4 stagioni. Il tutto ovviamente senza dimenticare come la societa’ e la squadra, Alessandro Lucarelli a parte, siano totalemente da costruire; ma, mentre dietro le quinte qualcosa si e’ mosso, sul fronte del mercato vi e’ ancora tanto lavoro per Minotti e Galassi considerando che la maggior parte della (agguerrita )concorrenza sia gia’ ben costruita ed al lavoro. Piacenza, Fiorenzuola. Lentigione, Correggese, San Marino e Forli saranno infatti, nel caso che venisse rispettata la ripartizione geografica dei gironi, le maggiori concorrenti del Parma in un raggruppamento che si preannuncia sulla carta veramente terribile e di inferno ma oltre che’ assolutamente stimolante. Il Piacenza ha provato in questi anni come con il solo nome o i giocatori di grido non si vinca la serie D, in un campionato dove spesso l’aspetto agonistico e di organizzazione di gioco e’ preponderante; i biancorossi e’ da due anni che provano sulla loro pelle cosa significhi giocare ogni domenica con il fardello di dover a tutti i costi vincere e stravincere contro avversari tecnicamente piu’ deboli ma che contro di te giocano la partita del secolo. Finire nello stesso raggruppamento potrebbe avere un piccolo vantaggiosicologico per i biancorossi che potrebbero giocare per una volta a “fari spenti” e partire con tutta la pressione  mediatica, di tifo e di pronostico sulla pelle dei ragazzi di Apolloni. Noi siamo Piacenza.

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