E’ un tutti contro tutti quello che sta avvenendo nel labirinto dei ripescaggi in Lega Pro tra formazioni che hanno presentato regolare domanda di ammissione (Seregno,Albinoleffe e Pordenone), chi l’ha fatto senza versare la tassa a fondo perduto di 500.000 euro (Viterbese e Monopoli) e chi invece ha ufficialmente contestato l’”obolo” del contributo per procedere alla domanda di ripescaggio (Gubbio, Forli e Sambenedettese). Oggetto del contendere e’ l’ormai famigerato balzello introdotto unilateralmente dalla FIGC quest’anno che impone di accompagnare tutte le richieste di extra ammissione alla serie superiore di un contributo a fondo perduto che per l’ammissione alla serie B sale ad 1.000.000 di euro. Logico in un periodo di grave crisi economica pensare alla strategia della federazione di imporre una barriera all’entrata che fungesse da naturale soglia di scrematura per permettere l’ingresso alla serie B o alla Lega Pro di quelle societa’ finanziariamente in ordine. In teoria il concetto appare lodevole, con l’evidente tentativo di fondo di setacciare la terza serie nazionale sino ad una riduzione progressiva che porti il numero dei componenti sotto le 50 unita’ (fino al 2013 erano 69) con societa’ robuste in grado di reggere l’iscrizione e gli investimenti durante la stagione, nella pratica il sistema del gettone a fondo perduto potrebbe configurare una violazione delle norme che vietano alla federazione di chiedere ai singoli affiliati contributi aggiuntivi a quelli strettamente necessari all’iscrizione. Ed e’ proprio stata la richiesta da parte della FIGC a far desistere il Piacenza Calcio dal procedere alla domanda di ripescaggio in virtu’ del fatto che buona parte del budget (ipotizziamo circa meta’) a disposizione del mercato sarebbe stato assorbito dalla “pseudo”. Resta da vedere cosa potrebbe accadere nel caso che il collegio di garanzia del Coni, a cui le tre ribelli hanno fatto ricorso sulla norma da loro ritenuta inammissibile, ritenesse ingiusta la richiesta della federazione; si potrebbe aprire uno scenario di totale confusione tra chi ha fatto domanda e pagato , chi ha presentato solo la richiesta senza soldi e chi non ha presentato la domanda scoraggiato dall’esborso eccessivo oppure in attesa delle sentenza del calcio scommesse, (con Teramo, Aquila, Lamezia e Savona che tremano) che prevede un ripescaggio senza esborso aggiuntivo. Considerando i tempi con cui la giustizia sportiva sentenzia (l’esempio del Pro Piacenza sul caso Santi ne e’ l’emblema) c’e’ da attendersi una lunga estate calda in Lega Pro.




