Calcio – Piacenza, espugnare il Garilli
non è più rinviabile

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Nessuno che si chiede chi giocherà domenica. Sembra quasi una formalità il primo dei due esami senza appello con il Prato. La partita vera si gioca negli uffici dei curatori fallimentari che hanno il compito di piazzare il Piacenza al miglior offerente. Verrebbe quasi da dire l’unico (o unici) dal momento che difficile si accumulino buste sul tavolo del giudice.
Di certo non il 24 maggio perché già è stato chiarito che all’asta bis ancora da fissare sarà applicato un ulteriore sconto sul prezzo in fin dei conti già onesto stimato da Franco Spezia, Germano Montanari e dai loro collaboratori.
Una villa neppure troppo rifinita costa quanto un terreno, sì vincolato all’utilizzo sportivo ma comunque in prospettiva bene rilevante, e i cartellini di qualche interessante giovanotto. Si sommi il debito sportivo, ma si sottragga anche qualche credito, e con poco più di un milione di euro si può mettere le mani sul Piacenza. Per come si é espresso Franco Spezia c’è l’idea che qualcuno abbia già l’intenzione di staccare l’assegno. Pighi? Beccari? Malacalza? Un rientro dei fratelli Gatti? Luciano Arici? Tutto può essere. Ma c’è anche il vincolo della piacentinità della sede dell’azienda acquirente inserito nel bando d’asta a suggerire l’ipotesi autoctona e forse ormai definita della cordata. Ad avvalorare la sensazione la smorfia di Spezia all’accenno sul noto mister X suggerito dal redivivo Merlo e sponsorizzato da taluni. Stavolta non ci sarà un Gallo e non ci sarà un’Italiana sul Piacenza Calcio. E i playout? In secondo piano per colpa anche della riforma della Lega Pro che potrebbe materializzarsi con un paio d’anni d’anticipo. A incalzare ci sono le situazioni tragiche di troppi club  e anche le possibili ripercussioni delle sentenze del calcioscommesse. Macalli ci pensa ed é fortemente tentato. In ogni caso, la squadra di Monaco é chiamata a fare il suo dovere contro un Prato (nella foto, Giovio in gol in Toscana) che in campionato è una delle poche squadre ad essersi arresa al Garilli. Il fattore campo pesa in questa doppia sfida e pesa ancor di più quell’astinenza di vittorie in casa che dura ormai dall’11 dicembre. Stavolta non si può più rinviare l’appuntamento. Vincere gara uno metterebbe il Piacenza con un piede davanti alla linea del traguardo. Vicino a scrivere la parola fine a una stagione dai tanti, troppi tormenti.

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