Chi si aspettava dibattiti particolarmente accesi e nuove “sorprese” nella votazione del bilancio di previsione, mettendo a rischio caduta la Giunta Compiani, si sbagliava.
Il secondo Consiglio comunale di Fiorenzuola dedicato al bilancio preventivo (tenutosi il 2 luglio) ha approvato il documento di pianificazione economica dell’ente valdardese – nuovamente presentato dal vicesindaco Giuseppe Brusamonti. E ha visto il susseguirsi di interventi e dichiarazioni di voto, per la maggioranza critici ma tutto sommato pacati, con l’apertura del capogruppo Pd, Nicoletta Barbieri, la quale ha invitato al dialogo e teso la mano ai tre “dissidenti” del suo partito, Paolo Savinelli, Gianfranco Arcari e Alessandra Fanti, che nella precedente riunione consiliare avevano votato contro il medesimo bilancio, unendo i loro “no” a quelli dei cinque esponenti della minoranza con il risultato eclatante di 8 voti a favore e 8 voti a contro.
Di qui, la seconda votazione (conclusasi con 9 voti a favore, 4 contrari e le due astensioni di Savinelli e Arcari; assente la Fanti) e i timori sulla tenuta della maggioranza. Timori non del tutto dissolti, perché incassato il sì sul bilancio e superato questo scoglio, la domanda che circola è: “La maggioranza terrà?”
La maggior parte dei consiglieri sembra dare una risposta affermativa. D’altronde i numeri per amministrare dovrebbero esserci, dal momento che i tre esponenti del Pd (ex Margherita) ribadiscono di “rimanere all’interno della maggioranza”.
“Non vogliamo venir meno ad un impegno politico assunto all’atto del voto amministrativo – spiega Savinelli (il più votato nelle elezioni) -. Continueremo a sedere ai nostri banchi, a valutare ogni singola questione e a votare con libertà di coscienza come abbiamo fatto sul bilancio”.
E Savinelli, parlando a nome dell’ala cattolica del Pd, puntualizza le ragioni dei loro voti (prima contrario, poi astensione), criticando quanto sostenuto da Rifondazione comunista e Sinistra Ecologia e Libertà nei comunicati apparsi sulla stampa locale; i due capigruppo consiliari, David Santi (Prc) e l’assessore Sara Felloni (Sel), hanno inoltre ribadito anche in Consiglio la loro contrarietà all’atteggiamento dei tre consiglieri del Partito democratico. “È un atto grave che ha messo in discussione l’equilibrio dell’ente in un momento di grave crisi economica”, ha commentato Felloni; “non ho sentito da parte del capogruppo Pd nessuna presa di distanza dall’atto dei tre consiglieri”, la critica di Santi. “A differenza di quanto scritto nei comunicati, non è questione di logiche di poltrone o di interessi personali, ma ci sta a cuore solo il bene della collettività. Il nostro è stato un voto di critica politica e non un attacco a qualcuno o qualcosa. E non è stato un fulmine a ciel sereno, la questione politica è aperta da tempo”, puntualizza Savinelli.
Il consigliere Pd punta il dito anche contro il sindaco Giovanni Compiani, soprattutto in merito alla nota pubblicata sui giornali locali dopo il primo Consiglio sul bilancio. “Noi non ci sentiamo fuori dalla maggioranza e nessuno può farlo. Anzi, il sindaco, invece di preoccuparsi di escludere persone dalla maggioranza, dovrebbe cercare d’allargarla e tutelarla – incalza Savinelli – Vorrei puntualizzare, inoltre, che non abbiamo mai avuto la pretesa di rappresentare in toto il mondo cattolico. Siamo semplici cattolici con valori che, in libertà di coscienza, vogliamo portare avanti”.
D’altro canto, il sindaco Compiani, da noi interpellato in merito alla tenuta della maggioranza, non ha voluto aggiungere altro a quanto è stato scritto nel comunicato (“Con questo gesto si sono collocati al di fuori della maggioranza”, un passaggio della nota) e detto nell’ultimo Consiglio: “Con nessuna nostalgia o rimpianto, se non c’è più la maggioranza che ci sostiene andremo a casa. Ma i cittadini da noi non se lo aspettano, si aspettano che andiamo avanti. Noi siamo al servizio di questa città, non i padroni. E questa coalizione è l’espressione degli accordi presi prima delle elezioni, sfido chiunque a dire il contrario”.
La minoranza, che nelle due votazioni ha bocciato il bilancio (“un bilancio imposto col pugno di ferro”, le parole di Annalisa Guglielmetti – Lega Nord; “un bilancio con limiti e difetti”, il commento di Massimiliano Morganti – PdL), guarda con preoccupazione alla frattura apertasi nella maggioranza.
“È difficile fare previsioni sulla tenuta della maggioranza, certo per governare ci vuole compattezza, unità e condivisione degli obiettivi – ha detto Guglielmetti -. E io non sto usufruendo di questa situazione perché va solo a discapito della cittadinanza”. La capogruppo del Carroccio spezza poi una lancia a favore dei tre consiglieri Pd: “Hanno votato contro poiché erano contro il bilancio, non perché volevano poltrone, hanno dato un segnale politico”.
Il capogruppo del PdL, Morganti, preferisce spostare la valutazione, piuttosto che sulla durata dell’Amministrazione, sulla sua “qualità”. “La frattura politica non è stata ricomposta; gli interventi di Santi e Felloni in Consiglio sono stati pesanti – spiega -. Vedo un clima ancora molto teso che potrà incidere sulla qualità dell’Amministrazione”. Il suo auspicio è dunque che “non si galleggi al fine di non scontentare nessuno”.




