Sfratti, è quasi emergenza
La storia di Valentina

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di Elena Caminati – La storia di Valentina e della sua famiglia potrebbe essere quella di tante altre persone che, in pochi mesi, hanno perso un lavoro e la sicurezza di poter contare su una casa. Valentina è arrivata a Piacenza dalla Serbia 18 anni fa, il marito camionista ha sempre lavorato e con qualche sacrificio sono riusciti a crescere due figli, oggi studenti. Ma l’anno scorso l’uomo di casa ha perso il lavoro e le cose sono precipitate; non sono riusciti a pagare l’affitto, le spese si sono accumulate ed hanno subito un primo sfratto. “Appena mio marito è rimasto senza lavoro – ci ha detto Valentina – le cose sono precipitate, stiamo vivendo momenti molto difficili. Non sapere cosa fare domani, cosa mangiare, non parliamo dell’affitto da pagare, è una cosa bruttissima. Mio figlio ha smesso di andare all’università perchè non possiamo più permetterci, e sta cercando un lavoro; mia figlia frequenta il liceo, ma è dura spiegarle che non può andare in gita perché i soldi sono pochi” e mentre lo racconta le si stringe un nodo alla gola e gli occhi diventano lucidi.
Nonostante la situazione di precarietà, il conto corrente e l’auto pignorati, Valentina non perde quel bel sorriso che mostra orgogliosa, in attesa di trovare un lavoro per sé e per il marito. “Come viviamo la normale quotidianità? Per fortuna conosco molte persone che ci danno una mano – racconta – ho tante amiche che mi sono vicine, ma non voglio più chiedere aiuto, non mi sento più una persona. Ci sentiamo umiliati come se non avessimo mai lavorato. Non abbiamo fatto grandi risparmi, con due figli ciò che entrava in casa veniva subito speso, ma ce la siamo sempre cavata. Ma quando non c’è un gruzzoletto, il papà o la mamma che ti aiutano, basta un mese senza lavoro ed è una tragedia”.
Sono tante le famiglie come quelle di Valentina, non solo straniere, che si trovano dall’oggi al domani senza un lavoro che non gli permette di pagare un affitto. Se di emergenza non si può parlare, il problema degli sfratti a Piacenza esiste e lo confermano i dati, in due anni gli sfratti per morosità sono aumentati del 30 per cento.
Lo sportello distaccato del sindacato Sunia in via Roma aperto nel 2011, raccoglie ogni giorno decine di  richieste di aiuto e assistenza. Un altro problema che le operatrici dell’ufficio, con la consulenza di un avvocato, si trovano ad affrontare è la piaga degli affitti in nero che si estende a macchia d’olio dal centro storico alla prima periferia; la tendenza è di regolarizzare solo una parte della somma richiesta, il resto in contanti.
“Sono tanti i contratti fasulli – spiega Antonella Chiapponi responsabile ufficio Sunia Cgil – in cui viene dichiarata solo una parte e il resto pagato dall’inquilino in contanti, senza traccia e senza testimoni”. Una situazione che viene accettata da chi si trova in difficoltà, spesso senza lavoro e con uno sfratto alle spalle. “I casi che seguiamo sono molto numerosi – spiega Chiapponi – e non riguardano solo cittadini stranieri. Quando arrivano qui chiediamo di vedere i contratti e diciamo loro di smettere subito di pagare la parte non regolare. Poi scatta la paura di ritorsioni o ricatti da parte del proprietario. Stiamo seguendo il caso di un cittadino della Costa d’Avorio che pagava una parte regolare e una parte in nero. Quando ha incominciato a pagare, tramite valia postale, solo parte dichiarata, è incominciata una serie di provvedimenti contro di lui: uno sfratto per morosità, poi un altro per finita locazione che sta seguendo il nostro legale. Spesso si fa leva sulla mancata conoscenza delle regole – spiega la responsabile Sunia- un contratto regolare, ad esempio, deve essere almeno di quattro anni, spesso però ne vediamo di  inferiori. Seguire il cittadino offrendogli informazioni corrette, può salvarlo da amare esperienze”

 

Il servizio completo su www.zerocinque23.com

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