Precipitano le possibilità che Piacenza riesca ad avere, per Expo 2015, il collegamento ferroviario veloce al quale aspirava soprattutto il presidente di Confindustria Emilio Bolzoni, spalleggiato nel suo pressing ormai triennale da Comune e Provincia.
A mettere le carte in tavola, per la prima volta in modo così esplicito in pubblico, è stato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, di passaggio a Piacenza per sostenere i candidati della Lega Nord alle elezioni regionali emiliano-romagnole ma presente anche all’incontro sul tema ‘treno veloce’ con il direttore di Confindustria Piacenza Cesare Betti ed il vicedirettore Attilia Jesini, che erano in rappresentanza anche del sindaco Paolo Dosi e del nuovo presidente della Provincia Francesco Rolleri.
Pur definendo il progetto “giusto”, Maroni ha incolpato la Legge di Stabilità per l’impossibilità di programmare interventi della Regione Lombardia a favore di Piacenza: “Prima – ha spiegato – devo pensare a garantire i servizi essenziali in Lombardia: con i tagli previsti su sociale e sanità, nel 2015 dovremmo addirittura ridurre anche le iniziative in corso”.
Un’autentica doccia gelata, visto che poche ore prima il sottosegretario Paola De Micheli (Pd) aveva dichiarato al quotidiano locale che Maroni le avesse invece confermato come ci fossero “i presupposti per riaprire il confronto con la Regione Lombardia sulla realizzazione di un treno veloce”.
Una vera e propria beffa, visto che la Regione Emilia Romagna si era detta disponibile a sostenere il progetto con un milione di euro che si sarebbe affiancato ai du emilioni di euro già messi a disposizione dalla Provincia: contrariamente a quanto era stato promesso (due treni nuovi noleggiati dalle ferrovie svizzere per i pendolari e 7 corse a/r in più verso Milano centrale con arrivo a Rogoredo in 35 minuti) nel luglio scorso a Bologna, nessuno dei 50 convogli già acquistati per rafforzare i servizi nei mesi dell’Expo servirà quindi Piacenza.
Per i viaggiatori piacentini – pendolari in primis – continuerà quindi l’odissea di viaggi su treni risalenti agli anni ‘60: dovranno a questo punto sorbirsi le stesse scomodità e arretratezze anche i visitatori stranieri dell’Expo che decideranno di avventurarsi dalle nostre parti in treno, con la pubblicità negativa facilmente prevedibile una volta tornati a casa.
Qualche settimana fa Silvio Ferrari, presidente dell’Ats ‘Piacenza per Expo’, aveva ricordato che il ministro Maurizio Martina aveva detto di voler escludere l’ipotesi di un Expo 2015 soltanto “milanocentrico”, ma a questo punto le speranze per Piacenza sembrano davvero finite su un binario morto.




