Sono Jacopo Libè e Simone Vincini gli studenti piacentini premiati dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini (con loro – Libè è a sinistra, Vincini è a destra – nella foto a lato) in occasione della Giornata delle Eccellenze svoltasi tra il 24 ed il 25 ottobre scorsi a Lucca.
Ben due rappresentanti della nostra città, quindi, hanno trovato posto tra i poco più di 80 giovani talenti – provenienti da tutta Italia – vincitori di competizioni nazionali e internazionali riuniti nel locale auditorium di San Romano: è la conferma che Piacenza continua a produrre “teste” e a lavorar bene nel settore scolastico, assurdamente trascurato da molte scelte politico-amministrative nazionali ma sempre più decisivo – nell’agguerrito contesto globale – per il futuro stesso di ogni Paese.
Libè e Vincini hanno primeggiato su tutti i concorrenti italiani in due delle gare private riconosciute dal Miur: Libè (in V indirizzo informatico all’Isii Marconi) ha trionfato nella Gara Nazionale dell’Istruzione Tecnica Informatica ‘Abacus’, mentre Vincini (in IV liceo scientifico al ‘Respighi) è stato il vincitore nazionale del ‘Kangourou della matematica’.
“Già in terza – racconta Jacopo Libè – il professor Zucchini ci aveva incuriosito parlandoci di Abacus, gara che si svolge da tanti anni, e in quarta ho partecipato al corso di preparazione interno, fatto di esercizi complicati ma molto divertenti: per esempio, creare un algoritmo che gestisca due robot in modo tale che facciano un certo percorso con il minor dislivello possibile”.
Come sei arrivato alle fasi successive?
“Dopo la finale interna, cui abbiamo partecipato in quattro, io ho avuto accesso alla finale nazionale a cui hanno partecipato i migliori 50 studenti a livello nazionale: si è tenuta nel maggio scorso a Torino ed era divisa in due prove, una teorica e una pratica ciascuna di 5 ore.
La prima consisteva nella realizzazione di un sito per gestire una fiera, con problemi e sottoproblemi quali ad esempio la registrazione di privati e aziende e la possibilità di connettere utenti con interessi analoghi.
Nella seconda si doveva creare un’interfaccia grafica comoda per l’infopoint dedicato ai visitatori della fiera: lo scopo era consentire all’utente di fare l’itinerario più breve per passare da tutte le aziende presso cui aveva deciso di comprare”.
Hai altre gare in programma? Come vedi il tuo futuro di studente?
“Devo decidere se fare qualche gara internazionale, magari a squadre. Come studente, invece, ho già superato il test d’ingresso al Politecnico di Milano: studierò informatica”.
Passione nata presto?
“Sì: a 4 anni, grazie a papà, avevo già in mano il mio primo computer.
Sono un nativo digitale… precoce”.
“Nello scorso anno scolastico – spiega Simone Vincini – avevo partecipato alla preselezione nazionale svoltasi in aprile nel mio liceo: essendo entrato tra i migliori 20 a livello nazionale sono così andato alla finale nazionale di Cervia, a Mirabilandia”.
In cosa consisteva la finale?
“Si dovevano affrontare sei dimostrazioni di vario genere, dall’aritmetica alla geometria all’algebra: la classifica è stata compilata come somma dei risultati in ciascuna dimostrazione… e alla fine ho vinto io.
Probabilmente farò altre gare, dopo questa, anche perchè avevo già partecipato alle Olimpiadi di matematica a Cesenatico e di informatica a Salerno e l’esperienza si è rivelata piacevole”.
Da dove è nato l’interesse per queste materie?
“E difficile dirlo, ma sono sempre stato attratto dai problemi difficili: mi stimolano perchè li ho sempre visti come una sfida”.
Come vedi il tuo futuro di studente?
“Mi piacerebbe iscrivermi all’università e studiare matematica o fisica, per poi dedicarmi al settore della ricerca”
Ti immagini al lavoro in Italia o pensi che andrai all’estero?
“Durante le premiazioni con il ministro Giannini, a Lucca, alcuni ricercatori italiani ci hanno spiegato che partire da zero, in Italia, è molto difficile perchè la struttura è un po’ chiusa in quanto nella ricerca molto potere resta una prerogativa di pochi.
Per quanto mi riguarda, prima vorrei conoscere da dentro la realtà italiana e poi deciderò se continuare qui o se andare altrove”.




