Ex Enel, Melandri: “Speculazione edilizia senza sosta, colpa di un’intera generazione”

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exeneldi Vittorio Melandri – Trovare un politico italiano, cooptato ai vertici dello Stato, o anche pro tempore sistemato più in basso, lungo la scoscesa diagonale che porta alla cima della piramide del potere, e trovarlo, sia esso legislatore, o solo governante, o anche solo amministratore, che sia capace di scorgere anche da lontano, anche una sola, solissima critica che trovi (al tempo presente, e non a “babbo morto”) di un qualche fondamento, che non si evinca per la superficialità degli accenni a qualunque tema trattato, e che non sia una critica puntualmente tarata dal tono strumentalmente polemico, è proprio come trovare il classico ago nel pagliaio.
Il signor Silvio Bisotti, attualmente assessore alla “Pianificazione, rigenerazione urbana e smart city”, ovvero con delega a urbanistica e territorio; demanio e patrimonio; sviluppo dei progetti “Smart City”; rapporti con il Consiglio comunale, non sembrerebbe proprio quell’ago. Ovviamente la colpa non è sua, se, come spiega su Libertà dell’8 novembre, il signor Pietro Chiappelloni quando il 30 ottobre scorso si è permesso di criticare il progetto che si va edificando al posto dell’ex scuola Enel, con il “dovuto e democratico e legale” consenso dell’attuale Amministrazione comunale, si mostra un cittadino proprio carente nella lettura degli atti o nella conoscenza delle normative vigenti. Che poi, nell’Italia “cementata oscenamente” dalle Alpi a Capo Passero, nell’Italia che franava, frana e continuerà a franare, nell’Italia in cui sin dal 1963, con il suo “Le mani sulla città”, a Francesco Rosi è stato possibile, a quell’Edoardo Nottola (Rod Steiger doppiato da Aldo Giuffré) far spiegare a chi gli chiede: “e mo cambiamo il piano regolatore? “che … «Non c’è bisogno…. la città va in là?.. e questa è zona agricola e quanto la puoi pagare oggi 300, 400, 1000 lire al metro quadrato? … ma domani questa terra questo stesso metro quadrato ne può valere sessanta settantamila e pure di più tutto dipende da noi, il cinquemilapercento di profitto … eccolo là, quello è l’oro oggi, e chi te lo dà il commercio l’industria? … l’avvenire industriale del mezzogiorno … sì investili i tuoi soldi in una fabbrica, sindacati rivendicazioni scioperi cassa malattia, ti fanno venire l’infarto con stì cose, e invece niente affanni e niente preoccupazioni tutto guadagno e nessun rischio, noi dobbiamo solo fare in modo che il comune porti qua le strade le fogne e l’acqua il gas la luce e il telefono…. » … che in questa Italia quindi, un assessore avvertito e assistito dagli uffici, e di buone e comprese letture, possa affermare che “è palese, ai limiti dell’ovvietà, che un costruttore non possa liberamente coprire di cemento un sito archeologico, ma sia obbligato a seguire le prescrizioni della competente Soprintendenza”, dimostra che oltre non essere lui l’ago nel pagliaio di cui dicevo, se la “speculazione edilizia” ha continuato a crescere senza sosta, indifferente a tutto, è perché la nostra generazione (quella coeva alla nostra Costituzione), cui mi pare non sia estraneo nemmeno l’avveduto assessore Bisotti, “ha fatto veramente schifo…” (Ettore Scola per bocca di Vittorio Gassman) nel film “C’eravamo tanto amati”, ed ha fatto veramente schifo anche lasciando soli quei “Pietro Chiappelloni” che hanno provato a dire che il re è nudo.

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