Bettola e biomasse,
sta vincendo il comitato

0

Bettola colorScuotere  un intero paese e spingere la locale amministrazione comunale a rivedere molte valutazioni in merito alla realizzazione di una centrale a biomasse in zona Boccacci Roncovero: è la piccola grande impresa compiuta  dal ‘Comitato contro la realizzazione di centrali biomasse a Bettola’, ancora in prima linea su questo fronte dato che sul progetto ancora non si conosce il parere definitivo (quello provvisorio era comunque negativo) della Conferenza dei Servizi e che tra osservazioni, documenti aggiunti, ricorsi e possibili ripresentazioni del progetto (o di altri progetti analoghi) la questione resta di fatto aperta.
Quattro, ad oggi, le portavoci ufficiali del battagliero comitato bettolese, cui anche Gianna Nannini (ormai di casa da quelle parti) ha offerto via social network il suo appoggio: Elisabetta Bergonzi, Patrizia Bernazzani, Claudia Magnaschi e Marcella Rossi. A loro si affianca Mauro Bruzzi, “mente” del comitato grazie alle sue precedenti esperienze  contro progetti relativi a fonti “rinnovabili” solo sulla carta e alla approfondita conoscenza della “cosa pubblica”.
E’ Marcella Rossi a raccontarci come un gruppo inzialmente composto da cinque/sei persone più informate su cosa  si stava prospettando per il paese sia riuscito – caso raro – dove in molti altri casi si è fallito: “Siamo stati – esordisce Marcella Rossi – solo molto fortunati”.Comitato contro la realizzazione di centrali biomasse a Bettola
 Non è andata proprio così: a cambiare la situazione è stato il vostro “martellamento”.
“Dopo l’assemblea pubblica del giugno 2013, in cui per la prima volta venne resa ufficiale l’eventualità di costruire una centrale a biomasse nei pressi di Bettola, buona parte della popolazione del paese ci rimase molto male: chi per i rischi per ambiente e  salute, chi per il metodo (parlarne con tanto  ritardo rispetto all’idea iniziale) scelto. Fatto sta che in pochi mesi abbiamo raccolto circa 2.100 firme di residenti, villeggianti e tanti altri interessati al futuro di Bettola”.
Corriere Padano vi ha seguito da subito, altri media vi hanno snobbato. Voi, oltre al passaparola, avete trovato un jolly nei  social network.
“Facebook, soprattutto con il gruppo ‘Centrale a Biomasse a Bettola’, è stato utilissimo. Nonostante il mezzo sia “giovane”, anche tramite i ragazzi – che parlavano con genitori e nonni – la questione ed i suoi aggiornamenti hanno creato un’attenzione intergenerazionale”.
Passo dopo passo, avete “convinto”  l’ amministrazione.
“La variante al regolamento edilizio  approvata dal Comune ha messo dei paletti al progetto, infine ad agosto lo stesso Comune ha provveduto a decretare l’attività produttiva proposta dalla Società Carrara F.lli come “azienda insalubre di prima classe”.
Come Comitato, tuttavia, continuiamo ad essere sostanzialmente esclusi rispetto alle novità che riguardano la vicenda, tanto che siamo costretti a raccogliere informazioni sull’andamento della Conferenza dei Servizi in atto da altre fonti: in primis dalla Provincia che, secondo le normative che regolano la trasparenza, non ci ha mai negato un accesso agli atti ”.
Su molti aspetti, in pratica, vi date da fare uno per uno.
“Sono convinta che ogni cittadino possa fare di più per il luogo in cui vive, senza necessariamente essere parte attiva dell’amministrazione ma anche come parte attiva esterna. Per far rispettare i propri diritti, oggi, i cittadini devono imparare a vincere la pigrizia e la tendenza a fidarsi troppo: sarebbe ora di smettere di indignarsi e di passare, invece, a rimboccarsi le maniche!”.
“Posso passare – ammette la Rossi – per una “rompiscatole”, ma per me leggere le carte e confrontarmi con altre persone sull’interpretazione di norme, codici e ricorsi vari è fondamentale. Ci chiediamo ora, per esempio, come mai il Comune di Bettola, visto che anche il sindaco è stato caldamente consigliato da più parti, non abbia ancora provveduto a portare in Consiglio la dichiarazione di servitù di uso pubblico della strada dei Boccacci di Roncovero che, essendo parte in causa nei lavori del progetto Centrale Biomasse, potrebbe diventare un ulteriore paletto a questa per noi insana idea. Al di là delle procedure, il Comune ha in mano tutte le carte per decidere cosa fare: vogliamo o no chiudere questa storia una volta per tutte?”

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.