Coopworking punta ancora più in alto

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coopworkingDopo le importanti soddisfazioni raccolte nel primo anno di attività, festeggiato lo scorso 5 ottobre, Coopworking è già proiettato verso traguardi ancora più ambiziosi.
La prima esperienza italiana di co-working sorta in ambito cooperativo, nata dall’intraprendenza di alcuni giovani vogliosi di sottrarsi all’irritante stallo del mercato del lavoro, offre a Piacenza un servizio realmente inedito grazie alle diverse professionalità che nella sede cittadina di largo Erfurt 7 condividono spazi, tempo, idee e iniziative e sono capaci di realizzare progetti realmente innovativi, con le relative opportunità di business.
Ne sono esempi lampanti il videogioco ‘Sicurezza 3D’, incentrato sulla sicurezza sul lavoro nella logistica e vincitore di un bando promosso da Confcooperative Piacenza, Inail e Provincia di Piacenza, e ‘The Tarot Project’ (vedi articolo a pagina 6), primo premio a livello Provinciale nella Start Cup 2014, la competizione regionale tra idee di impresa affiliata al Premio nazionale per l’innovazione.
Dell’ottima partenza di Coopworking si è accorto tra gli altri anche l’autore del libro ‘Futuro Presente-Storie di lavoro ricreato’, Elio Pezzi: quella piacentina di Coopworking è infatti inclusa tra le più interessanti esperienze nazionali di nuove cooperative raccontate nel volume, che sarà presentato il 3 novembre a Bologna.
“In questi primi dodici mesi – spiega Daniele Sarselli, che ha lanciato Coopworking – abbiamo imparato a conoscerci e a lavorare insieme. Ora dobbiamo comunicare ancora meglio che ci siamo, che stiamo facendo, e bene, e che abbiamo ampi spazi per professionalità intraprendenti e dinamiche”.
Interessante è allora il parere di chi a Coopworking lavora da qualche mese, come la giovane piacentina Marta Ombri.
Dopo aver studiato design della comunicazione, al termine di uno stage in largo Erfurt Marta è entrata in organico a pieno titolo: “Coopworking – racconta – incarna nella realtà quanto ho studiato a riguardo di come dev’essere un gruppo di studio e di progettazione. Persone con competenze e menti dal diverso background condividono idee ed esperienze e realizzano progetti che nascono dall’idea di qualcuno ma che – grazie al supporto di personalità differenti – sono alla fine più ricchi e completi, più pronti a confrontarsi con una realtà sempre più complessa”.
“Questo modo di lavorare – prosegue Marta – è molto utile, perchè aggiunge valore a ciascuna iniziativa: ciascuno mette la sua parte, come in una ricetta a più ingredienti, in un ambiente di persone molto preparate immerse però in un clima informale, nel quale – per esempio di fronte ad un problema – si possono rapidamente avere tutte le informazioni su come muoversi o dove cercare le informazioni che occorrono di volta in volta per far avanzare un progetto. Chi sa di più su qualcosa suggerisce la soluzione più efficace, e questo porta risparmio di tempo per ciascuno: ecco perché Coopworking è un ambiente formativo e stimolante, nel quale si capisce che in tutti i campi ci sono tante cose da scoprire ma in cui la condivisione delle informazioni e delle competenze è rilassata, direi “famigliare”, e quindi consente di abbattere ogni possibile difficoltà di comunicazione.
Allora un brainstorming può cominciare anche nel momento dell’aperitivo, per proseguire e strutturarsi poi con l’apporto di tutti: Coopworking è l’ambiente giusto per chi punta sull’innovazione e sulla creatività”.

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