Primo premio della selezione provinciale di StartCup 2014 per progetti di impresa innovativa, ‘The Tarot Project’ – nato negli spazi di Coopworking – è un’inedita convergenza di tecnologie diverse in grado di creare un insieme di esperienze narrative che interconnettono più territori, città e zone rendendo protagonista assoluto l’utente stesso. Potenzialmente, ciascuno di noi.
Basterà uno smartphone o un tablet per farsi accompagnare da ‘The Tarot Project’ o alla scoperta di un luogo mai visitato (in primis per ragioni turistiche, ma non solo) o alla visione con occhi del tutto nuovi – magari nei panni di investigatore sul campo, alle prese con un mistero da risolvere – di luoghi solo in apparenza già noti, in realtà per molti versi sconosciuti nel loro essere percorsi da conflitti antichi ma ancora irrisolti, da scoprirsi camminando per le zone in cui le storie sono ambientate.
Ed è solo una sfaccettatura: dalla creazione di storie autocontenute per le scuole all’uso per lo studio della corporate culture di un’azienda, le possibili applicazioni sono numerosissime.
Ideatore e Ceo di ‘The Tarot Project’ è Massimiliano Bariola (nella foto, con la co-founder Sarah Patanè), che si occupa del canvas narrativo, della evoluzione della piattaforma di creazione storie e della direzione generale. Al suo fianco la co-founder e direttore di produzione Sarah Patanè, cui spettano la gestione della produzione artistica e il coordinamento di professionisti del settore artistico scelti per la costruzione dello sviluppo narrativo del progetto e la loro successiva realizzazione audiovisiva.
“In una storia sequenziale – spiega Bariola – l’unica scelta possibile è iniziare e finire, ma riconducendosi ad un canovaccio le possibili scelte successive aumentano esponenzialmente: ecco allora che ‘The Tarot Project’ consente all’utente di essere egli stesso il sistema di controllo dell’esperienza, così come consentirà a chi ha un business di crearsi un vantaggio sui concorrenti “aggiungendo” la propria attività alle scelte possibili all’interno dell’esperienza stessa”.
Influenzato dagli spunti offerti da fumetti, librigame, videogiochi e dai cosiddetti “giochi pervasivi”, nei quali l’ambiente locale gioca un ruolo decisivo, ‘The Tarot Project’ sfuma il confine tra mondo digitale e mondo reale: “Ci sono luoghi e città – continua Bariola – che non invitano a interessarsi a cosa ci sia tra la meta A e la meta B, per questo ‘Tarot’ punta a ricreare sul territorio la voglia di scoprire qualcosa in più e a ripristinare il senso di meraviglia che rende indelebile l’esperienza di un viaggio”.
Mantenere sempre alto coinvolgimento e livello emozionale sarà quindi una delle carte vincenti di ‘The Tarot Project’ (perché i tarocchi? Bariola al momento mantiene il riserbo, ma qualche suggestione la si può cogliere sul sito www.thetarotproject.com), il cui forte legame con i possibili luoghi di realizzazione (Italia, Europa e Nord America sono i primi target individuati da Bariola) sarà esaltato dal coinvolgimento delle maestranze creative locali: “Privilegeremo scrittori, sceneggiatori, registi e attori delle storie del posto, perché lo conoscono meglio di tutti e avranno, nel caso delle voci, la cadenza locale che non può mancare.
Agiremo in questo senso – anticipa Bariola – anche per il comparto sonoro: il Conservatorio Nicolini coniugherà alta formazione musicale e capacità produttiva nel comporre e realizzare dei leitmotiv ad hoc per il progetto, così come Audiozone Studios per lo studio degli effetti sonori”.
Al momento si sta scrivendo il “pilota” che coprirà parte degli eventi storici di Piacenza e di Milano, con l’intenzione di “presentarsi” ad Expo 2015 che il creatore di ‘The Tarot Project’ individua come vetrina ed opportunità.
Sottolineando la natura aperta del progetto, Bariola invita chiunque voglia contribuire con aneddoti, pezzi di storia locale, angoli suggestivi, a una narrazione più capillare e completa a entrare in contatto, tramite il sito www.thetarotproject.com.
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