Emil Abirascid: “L’idea da sola vale zero,
occorre fare squadra”

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emilNel corso degli incontri organizzati dal Comune e rivolti agli startuppers, ha suscitato interesse l’intervento di Emil Abirascid (nella foto a lato), giornalista direttore del network Startupbusiness e del bimestrale Innov’azione. “L’idea da sola vale zero – ha detto alla platea di neo imprenditori – è un buon inizio ma non basta. La vera sfida è metterla in pratica, renderla concreta, attraverso un business plann e una sostenibilità di mercato. Per questo – ha aggiunto – ci vuole un team collaudato ed affiatato che lavori al progetto,  più competenze che si integrino. Capacità, volontà e impegno – ha proseguito Abirascid -perchè fare start up non è facile e occorre avere molta dedizione”. L’Italia è pronta ad accogliere questa nuova cultura? “Stiamo facendo un lavoro straordinario per diffonderla – risponde il giornalista – ma il processo di attecchimento non è immediato anche se il contesto sta lentamente migliorando. Quello delle start up è un fenomeno globale e l’Italia sta giocando il suo ruolo”.
Il cubo della start up piacentina T°Red è un esempio che sta funzionando. Dopo essere stato montato ad Abu Dhabi e in Sicilia a Selinunte, è arrivato anche in piazza Cavalli. Sotto l’ombra di palazzo Gotico un oggetto così non si era mai visto; essenziale nelle linee senza ridondanza, lontano dello stile del palazzo che sta alle spalle ma, nello stesso tempo, perfettamente in armonia. Sta proprio qui la modernità di questo contenitore che è diventato un luogo di studio, incontro e aggregazione, dove fare e raccontare l’innovazione. “Due turiste inglesi sono arrivate a Piacenza nel corso di un tour tra le città italiane minori – racconta Romolo Stanco ideatore di E-qbo e titolare di T°Red – quando hanno visto il cubo hanno detto di non aver mai visto un oggetto così contemporaneo inserito nel centro di una  cittadina. E’ stata per loro un’occasione digitale 2.0 e di aggregazione”.
E allora perchè non portare a spasso E-qbo per Piacenza? Il cubo potrebbe ri-popolare quei luoghi per certi aspetti dimenticati che hanno bisogno di aria nuova per tornare a respirare. “Il cubo – spiega Stanco – è un’occasione per scuotere un approccio che vede con timore tutto ciò che è nuovo per la sua presenza ingombrate. Per sua natura non può sedimentarsi in un luogo ma ha bisogno di rigenerarsi. In piazza Cavalli- continua – è diventato luogo di aggregazione e incontro per centinaia di persone che lo hanno apprezzato pur essendo profondamente diverso dal contesto che gli sta attorno. Si potrebbe pensare di portarlo sul lungo Po o al parco della Galleana. Posti che caratterizzano Piacenza – conclude Stanco – ma nei quali i piacentini non si identificano pienamente e che necessitano di essere rianimati attraverso iniziative a vario titolo”.
Qui sotto il Qr code del servizio pubblicato sulla pagina startcup2014.zero523.tv

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