12 detenute-sarte realizzano mascherine per gli ospiti delle Novate e per i più poveri

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Anche i detenuti del carcere delle Novate stanno dando il loro contributo in questo stato di emergenza. 12 donne rinchiuse all’interno della casa circondariale delle Novate stanno infatti fabbricando mascherine protettive che saranno destinate sia al personale delle Novate, sia alle persone più fragili della città.

Nei mesi scorsi l’ente di formazione Enaip, in accordo con l’amministrazione penitenziaria, aveva avviato, per 12 detenute della Casa Circondariale di Piacenza, un corso di formazione per “abbigliamento e piccola sartoria”, corso sospeso il 20 febbraio a causa dell’emergenza sanitaria.

Nei giorni scorsi però, grazie all’assenso della Regione e del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, si è ritenuto di riprendere l’attività di formazione dando però come compito alle detenute quello di realizzare mascherine. L’attività è resa possibile anche grazie all’utilizzo di audio-video preregistrati che fanno acquisire a distanza la tecnica e le modalità di cucitura e confezionamento dei tessuti già tagliati con il laser dalla ditta fornitrice. La mascherine così prodotte sono destinate principalmente al personale penitenziario, ai detenuti del carcere ed a Enaip che le metterà gratuitamente a disposizione delle persone più fragili ma anche al Centro d’ascolto della Parrocchia S. Franca (Farnesiana), all’Emporio solidale e al Centro Servizi Volontari Emilia.

Questo atto di solidarietà sociale presenta anche un risvolto formativo molto importante per le detenute che potrebbe trasformarsi anche in una occasione lavorativa per il futuro. La ditta che fornisce il materiale infatti si è detta disponibile a stringere un accordo con la direzione della casa circondariale per continuare la produzione di mascherine che verrebbero ritirate dalla ditta stessa, riconoscendo il lavoro svolto. Il direttore di Enaip Piacenza, Pietro Natale, spiega: “Questo progetto fa parte di ciclo di percorsi che Enaip realizza da 5 anni nel carcere di Piacenza (produzione pasta fresca, restauro mobili d’arredo ecc..) che ha coinvolto circa 70 detenuti, di cui 12 della sezione femminile.

La direttrice delle Novate Maria Gabriella Lusi pone invece l’accento sul reinserimento sociale che questo progetto favorisce, reinserimento che passa anche tramite la cultura del lavoro. Oltre a questo le detenute saranno anche consapevoli di avere dato un contributo concreto alla soddisfazione dell’impellente e diffuso bisogno sociale di mascherine protettive, dentro e fuori dal carcere.

Michela Bassi

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