Volley:”Sradicato” Andrea RadiciE’ terremoto sulla panchina Copra

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radiciCi sono volute otto sconfitte consecutive in campionato (con un solo punto conquistato)con in mezzo l’eliminazione dai quarti di Coppa Italia e dagli ottavi di Champions per convincere Guido Molinaroli a pronunciare per la prima volta da Presidente la parola “esonero”. La sconfitta di Perugia ha probabilmente convinto la societa’ ha cercare di porre un rimedio all’emorragia di sconfitte che la formazione biancorossa sta subendo da inizio 2014 con una squadra in caduta libera non solo in termini di risultati ed a livello tecnico ma anche e sopratutto a livello di carattere e temperamento; i giocatori entrano in campo gia’ sconfitti senza la minima voglia di reagire e di lottare. Passino le sconfitte contro avversari piu’ forti ma non le continue umiliazioni subite contro sestetti alla portata e non infarcite di campiono come Piacenza. Si, perche’ nonstante tutte le traversie di una stagione disgraziata e segnata dalle difficolta’ economiche e dalle partenze in corso d’opera di Vermiglio e Le Roux, il Copra era e rimane una buona squadra , magari non da Scudetto o da Champions, ma in grado di lottare pienamente con le squadre di seconda fascia: giocatori come Zlatanov, Tencati, Papi, Ostapenko, Marra, Mario Junior, Khout, sono atleti di livello internazionale in grado di offrire un contributo di esperienza e di gioco non certo da ultimi della classe. Al di la’ delle mere questioni tattiche e di ruolo (non hanno convinto gli scarsi utilizzi di Ter Horst, Tencati e Marra),quel che piu’ balza all’occhio dell’ormai ex-allenatore piacentino e’ la continua ricerca dell’alibi e del vittimismo che alla lunga ha affossato lo spirito battagliero dei proprio giocatori ormai incapaci di reagire alle minime difficolta’ e assuefatti alla sconfitta, come detto le scusanti non sono mancate come la crisi e le partenze,ma la sua formazione doveva trarre dalle difficolta’ ambientali quella adrenalina e quello spirito di coesione che avrebbe dovuto cementare la squadra ad essere piu’ forti delle avversita’ e non ad utilizzarle come parafulmine e giustificazione delle sconfitte. La sua precedente formazione allenata , Citta’ di Castello, ce la ricordavamo come un manipolo di onesti giocatori ma che in campo difendevano di tutto e , pur  nei limiti tecnici, sapeva far sudare anche gli avversari piu’ nobili, ma a Piacenza queste qualita’ si sono subito smarrite o addirittura mai viste. Diciamolo francamente: la decisione dell’esonero appare tardiva, gia’ ad inizio stagione la sua guida tecnica con le numerose sconfitte iniziali sia in precampionato, in Supercoppa, che in campionato avevano insinuato qualche dubbio sulle reali capacita’ del tecnico umbro all’esordio su una panchina “top”. poi pero’ l’avvento del caso Ardelia con tutte le conseguenze ambientali e sulla squadra avevano distolto l’attenzione sul lato tecnico-sportivo creando un alibi di ferro per gli scarsi risultati. Ma la situazione e’ ben presto precipitata : da meta’ dicembre, dopo la nettissima sconfitta di Padova, il Copra ha racimolato solo 4 punti in 10 partite costringendo persino il tifo piu’estremo e passionale come i ” Lupi biancorossi” (per solito molto vicino a giocatori e tecnico) a chiedere apertamente la testa di Radici dopo la sconfitta interna con Monza. Si ha avuto anche la netta sensazione che piu’ di un giocatore (sopratutto tra i senatori) non seguisse piu’ di tanto il proprio allenatore e scendesse in campo gia’ rassegnato alla sconfitta o comunque non condividesse appieno la conduzione tecnica dalla panchina. Anche le dichiarazione post-partita di Perugia del tipo “…rassegnamoci ad un Copra da terza fascia..” probabilmente non sono piaciute a Guido Molinaroli sempre alla ricerca di soci e sponsor per salvare la sua creatura, ma bisognoso, per ottenere cio’, di una squadra se non vincente ma che almeno combatta e che ottenga qualche risultato per poter diventare un minimo “appetibile” per gli investitori esterni. L’ultima frase del Patron in terrra umbra “..io sto con i giocatori..” la dice lunga su quello che probabilmente gia’ frullava in testa alla societa’. Da oggi Radici non e’ piu l’allenatore del Copra,a chi verra’dopo di lui i tifosi chiedono un solo desiderio: vedere in campo sette leoni biancorossi.

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