Volley: Molfetta “mura” Piacenza. Per l’Lpr e’ la fine di un incubo

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zlatyPer Piacenza e’ la fine di un incubo. Finisce nel peggiore dei modi la peggior regular season della sua storia pallavolistica. Solo 8 punti racimolati in tutto il campionato, un record negativo che negli ultimi 12 anni solo Pineto e Forli’ sono riusciti a superare. Magrissima consolazione per una formazione che in Puglia viene travolta dalla maggior determinazione della formazione di Di Pinto spinta verso una storico sesto posto ed un quarto di finale tutto da giocare e da vivere contro Trento. Per l’Lpr invece si riparte da zero con una post-season targata qualificazione Challenge Cup, obiettivo ad oggi difficile da raggiungere ma che potrebbe essere per lo meno combattuto se i ragazzi di Giuliani riuscissero ad “azzerare” tutto cio’ di negativo fatto sin ora e se il mercato regalasse finalmente quel rinforzo offensivo ormai inevitabile. Anche in Puglia i biancorossi hanno sofferto tremendamente in prima linea con Perrin in giornata totalemente negativa con Luburic e Zlatanov troppo a corrente alternata. Per l’Exprivia un netto 3- 0 frutto della giornata positiva del duo Hernandez ( 16 punti) e Joao Rafael (11) ma sopratutto dell’insuperabile muro, alla fine saranno ben 13 i muri dei molfettani ad imbavagliare lo sterile attacco piacentino in cui Luburic ( 8 punti) dopo un positivo primo set si e’ progressivamente spento e Zlatanov (11) che solo nel finale e con il match ormai compromesso ha trovato un minimo di regolarita’ nel cambio palla. Ancora una volta azzerati i miglioramenti visti contro Perugia con Giuliani che in partenza ha riproposto lo stesso sestetto capace di sfiorare la vittoria sulla Sir, in corso d’opera il tecnico marchigiano ha provato a scuotere i suoi ragazzi impiegando Patriarca al centro (buona prova con 4 punti) e Ter Horst in luogo di uno spaesato Perrin (solo 3 punti totali). Per Piacenza e’ la ventesima sconfitta su 22 match disputati, ma da domani inizia un nuovo capitolo con l’unica certezza che fare peggio sara’ quasi impossibile

 

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