Il totale di telefonate giunte al Telefono Rosa di Piacenza dal primo gennaio al 31 agosto scorso è superiore del 30% rispetto a quello dello stesso periodo del 2011.
Il dato – impressionante – è fornito dall’avvocato Donatella Scardi, presidente della sede piacentina dell’associazione che aiuta le donne che abbiano subito violenza fisica, psicologica, economica, sessuale, mobbing e stalking o che attraversino un particolare momento di difficoltà.
Telefono Rosa, 157 le donne seguite
Se a livello nazionale la violenza sulle donne ha assunto da tempo proporzioni assolutamente drammatiche (da inizio 2012 sono già oltre settanta le donne uccise, spesso in situazioni maturate nel circuito famigliare), anche a Piacenza il compito delle volontarie di Telefono Rosa è sempre più impegnativo.
“Attualmente – spiega l’avvocato Scardi – seguiamo 157 donne. 107 sono venute a colloquio dal primo gennaio al 31 agosto 2012 ed hanno poi intrapreso un percorso per uscire dalla situazione di violenza, le altre 50 stanno proseguendo il percorso iniziato negli anni precedenti. Preoccupa – rimarca la presidente – pure il numero di telefonate che arrivano anche fuori dagli orari di presenza delle volontarie: sono già centinaia da inizio 2012, e il totale complessivo – ad oggi – è del 30% più alto che nel 2011”.
Se tra 1999/2000 e 2009 il numero di chiamate era più o meno costante (circa 400 l’anno), all’introduzione del reato di stalking (nel 2009) aveva fatto seguito un incremento di richieste d’aiuto del 15% poi stabilizzatosi tra 2010 e 2011, ma ora il +30% impone alle istituzioni e a tutti i cittadini una riflessione ancora più profonda e azioni più efficaci: “E’ aumentata la consapevolezza del problema della violenza da parte delle donne, che trovano più spesso la forza di telefonarci o di denunciare rendendo pubblico ciò che non può restare un fatto privato, ma – spiega la presidente Scardi – sta anche crescendo il numero di fatti di violenza in tutta Italia”.
Trasversalità, problema in più
Fattore complicante è che non esiste assolutamente un ambiente-tipo per la violenza sulle donne: “Il fenomeno – ricorda la presidente di Telefono Rosa – è assolutamente trasversale a ceti e nazionalità, tanto che il 70% dei casi riguarda donne italiane”. Le radici profonde di questa situazione sono quindi evidentemente estese e di natura culturale, ma sul ‘cosa fare’ l’avvocato Scardi ha idee molto chiare: “Per un futuro diverso occorre partire dalla formazione nelle scuole, ma occorre rendere subito più veloce l’ingranaggio dei tempi di attuazione delle leggi, che ci sono ma devono poter produrre effetti più in fretta. A cosa serve avere norme sulla carta ottime, se poi si constata che molte donne uccise avevano già sporto più denunce? Forze dell’ordine, tribunali e associazioni devono avere più aiuto dallo Stato”. In questo senso va anche una lettera inviata al presidente della Repubblica Napolitano dall’associazione ‘D.i.Re-Donne in rete contro la violenza’: tra i soci fondatori c’è Telefono Rosa di Piacenza che, giorno per giorno, cerca di attrezzarsi al meglio reggere l’urto di un fenomeno che cresce a vista d’occhio. “Non tutte le persone – ricorda la Scardi – sono adatte a rispondere al telefono o a gestire certe situazioni di notevole complessità. Per questo istituiamo periodicamente corsi di formazione per volontari: l’ultimo si è concluso nel giugno scorso, il prossimo – se avremo un certo numero di richieste e in presenza dei fondi necessari – non sarà prima del prossimo anno. Speriamo di poter aiutare tutte, ma è sempre più difficile e non può esistere la certezza di una soluzione”.
A sostenere Telefono Rosa sarà devoluto il ricavato di un evento (vedi articolo sotto) incluso nel programma dell’edizione 2012 della rassegna Pulcheria: si tratta della cena “L’eccellenza femminile nel piatto e nel bicchiere” in programma lunedì 15 ottobre presso Il Barino.




