Vaciago: ”La Fondazione? Si deciderà tutto a Parma”

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“Non potremmo parlare della recessione in Germania?”. Il professor Giacomo Vaciago  piazza inizialmente un’elegante finta per dribblare un’intervista sulle prospettive della Fondazione di Piacenza e Vigevano, ma poi – con la stessa classe – scaglia un paio di tiri all’incrocio su un tema tra i più delicati del momento.
L’ex sindaco si dichiara “perplesso” rispetto alla presa di posizione della Camera di Commercio di Piacenza, secondo la quale il prolungarsi della sferzante crisi economica potrebbe rendere utile una modifica statutaria alla  Fondazione affinché aggiunga ai propri ambiti di intervento anche lo sviluppo economico come già avviene in analoghe realtà.
Perchè, professore? Non potrebbe rivelarsi un cambiamento utile, in questa congiuntura economica?
“Lo statuto della Fondazione, ad oggi, individua come settori rilevanti educazione, istruzione e formazione, ricerca scientifica e tecnologica, arte, attività e beni culturali,  volontariato, filantropia e beneficenza e assistenza agli anziani. Starei molto attento a toccare lo statuto, perchè si occupa del capitale umano: è proprio quello che fa la differenza nel lungo periodo. L’importante sarà spendere bene i soldi, ma nei settori già previsti”.
C’è chi auspica che le decisioni sui vertici siano condivise da quanti più piacentini possibile, nel timore che resti tutto confinato in pochi ‘palazzi’: che cosa ne pensa, professore?
“In Piazza Cavalli non si è mai deciso nulla. Scriva pure – conclude – che si stabilirà tutto a Palazzo Ducale a Parma, perchè a Piacenza ormai non si decide più nulla”.

Rinnovo cariche, battaglia alle porte
Si arricchisce così, con un parere illustre come quello di Giacomo Vaciago, il dibattito sulla delicata questione del rinnovo delle cariche della Fondazione e sul ruolo che essa potrà giocare nel futuro.
Ad aprire il capitolo è stato l’avvio delle procedure di rinnovo delle cariche, con l’invio delle lettere che invitano gli enti e le forze sociali indicati dallo statuto a designare i propri esponenti nel futuro Consiglio Generale, quello che tra qualche mese eleggerà il nuovo presidente (Giacomo Marazzi, dopo due mandati, non può essere riconfermato) e la sua squadra. Sono presto seguiti l’autocandidatura (con frecciate alla gestione uscente) del presidente di Banca Farnese Augusto Ridella, gli auspici delle associazioni che puntano ad un presidente espressione del mondo del volontariato (idea condivisa anche dall’ex sindaco di Rottofreno Maserati, vedi lettera sotto) e la dura presa di posizione della Fondazione, che con una lettera ha seccamente definito alcune accuse “diffamazioni” e “informazioni destituite di fondamento e lesive dei comportamenti ineccepibili sin qui adottati dalla Fondazione”, dando mandato ai suoi legali di “tutelare, in sede civile e penale, la sua onorabilità”.
Nel frattempo sono circolate voci sulle possibili candidature di Francesco Scaravaggi (proprio come espressione del mondo del volontariato) e dell’ex numero uno di Confindustria Piacenza Sergio Giglio, rimaste comunque ad oggi solo indiscrezioni.
E’ anche l’effetto del fatto che a Piacenza, sul fronte-Fondazione, si stanno tutti muovendo con estrema cautela: quello che emerge, ad ora, è un traccheggiare che segnala la pretattica di molti dei soggetti coinvolti, impegnati soprattutto a indovinare ed attendere le mosse degli altri prima di scoprirsi.

Le prime date “calde”
Qualche data, per la verità, è certa. Il 3 dicembre i sindaci dei Comuni della provincia di Piacenza voteranno i loro tre consiglieri (il solo capoluogo ne esprimerà a sua volta altri due), e già questo sarà un momento tutto da seguire. Pare infatti che diversi primi cittadini abbiano fatto chiaramente capire che intendono esercitare appieno le loro prerogative, chiedendo una maggiore autonomia dalle rispettive segreterie. Qualche spina, insomma, sembra assicurata.
Il 7 dicembre verranno poi eletti i componenti votati dai numerosi organismi piacentini iscritti nel registro generale del volontariato della regione Emilia Romagna operanti nei settori socio-assistenziali e culturali, e anche qui l’aria che si respira pare tutt’altro che tranquilla.
Subito dopo si riunirà la Camera di Commercio, che dovrà indicare i propri tre consiglieri designati: anche se pare ci si stia orientando ad un rappresentante ciascuno per i settori del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura, è piuttosto rilevante notare come la questione sia stata esclusa dall’odg della riunione di Giunta dell’ente camerale, quasi a confermare l’adesione alla diffusa scelta di fare pretattica. In altre parole, in questo momento pare non esserci nulla di scontato.

Angelillo si candida come consigliere
Come espressione dei territori sembraintanto farsi largo la figura di Mario Angelillo, ex Margherita ora nel Pd. Stando alle indiscrezioni circolate, Angelillo avrebbe già parlato con una serie di sindaci per manifestare loro la disponibilità a poter svolgere le funzioni di consigliere nella Fondazione.
Dall’interessato arriva la conferma: “E’ vero, ho dato la mia disponibilità ad essere indicato dai sindaci. E’ chiaro, i primi cittadini hanno la loro autonomia e vedremo. Credo comunque di sentirmi pronto per questo incarico anche in considerazione della mia esperienza politica e amministrativa. Il mio obiettivo sarà quello di salvaguardare l’autonomia della Fondazione, ma anche quello di tenere un occhio di riguardo alle necessità economiche che hanno gli enti locali in questo momento di crisi, visto quanto faticano a garantire servizi”.

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