di Elena Caminati – Le Regioni sono d’accordo: inserire nel piano nazionale di prevenzione vaccinale anche la possibilità di non ammettere nelle scuole i bambini che non siano in regola con il libretto delle vaccinazioni. In sostanza, l’obbligo di vaccinazione per i bambini che frequentano le scuole. Gli assessori alla Sanità delle regioni italiane lo hanno deciso all’unanimità, ora la scelta passerà al vaglio della Conferenza Stato Regioni in programma nei prossimi giorni. Una decisione che si è resa praticamente obbligata dopo l’allarme lanciato dall’Istituto Superiore di Sanità sull’aumento delle famiglie che rinunciano all’immunizzazione, soprattutto se questa è ‘solo’ raccomandata. Piacenza, storicamente, è una delle realtà che registra percentuali più alte di bambini vaccinati rispetto alla regione Emilia Romagna. Per la vaccinazioni obbligatorie la percentuale arriva al 95%, la più bassa si registra con il moribillo che comunque si attesta al 91,9%. “A Piacenza la percentuale dei vaccini obbligatori nel primo anno di vita dei bambini – confermano Anna Milani, responsabile servizio vaccinazioni Asl di Piacenza e Ilario Maffini pediatra – supera il 95%. La nostra realtà è un’isola felice; nonostate aumenti il numero degli obiettori riusciamo a mantenere percentuali buone. Pensate che in alcune province della nostra regione, lo stesso dato scende al di sotto del 95%. In Emilia Romagna – prosegue Maffini – regione che storicamente si è sempre distinta per l’alto numero di bambini vaccinati, ci sono realtà che scendono sotto al 94% per quelle vaccinazioni con obbligo di legge, polio, difterite, tetano e epatite B. Il morbillo, insieme a rosolia e parotite, vaccino che viene praticato tra il 13° e 15° mese di vita del bambino, non ha il traino delle vaccinazioni obbligatorie e per questo, negli anni – spiega il dott. Maffini – abbiamo assistito ad una progressiva disaffezione. Su questo hanno certamente pesato recenti sentenza che hanno permesso il risarcimento per bambini affetti da autismo, correlando le vaccinazioni all’autismo in modo non corretto”.
Se la proposta ottenesse il via libera anche dalla Conferenza Stato Regioni, verrebbe ripristinata una regola che venne cancellata 18 anni fa da una circolare secondo la quale si stabiliva che il diritto alla scuola non poteva essere eliminato per i vaccini. “Purtroppo, o per fortuna – continua Maffini – i vaccini pagano il prezzo del loro successo; quelli che sono risultati più efficaci hanno portato alla scomparsa di alcune malattie come il polio o la difterite che ormai nella popolazione più giovane non si ha più il ricordo di quello che sono state e che hanno provoicato. Questo lo stiamo pagando perchè non c’è più la percezione del rischio nel caso scendano le coperture”. Proprio per sensibilizzare a questa tematica, Asl, Federazione Italiana Medici Pediatri, con il patrocinio del Comune e dell’Ordine dei Medici, è stato organizzato un evento formativo e informativo “Le vaccinazioni all’epoca dei social” per sabato 7 novembre all’auditorium della Fondazione.
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