
a XNL il racconto corale e partecipato degli amici dell’artista piacentino scomparso nel dicembre scorso.
Uomo coltissimo, con interessi che spaziavano dalla meccanica quantistica alla sociologia fino alla geofilosofia, curioso, aperto, attento, fino all’ultimo, ai temi e alle questioni che sfidano la persona contemporanea. Più che un artista, un intellettuale totale, che per esprimersi ha utilizzato l’arte, o meglio le arti, senza smettere mai di sperimentare linguaggi e strumenti differenti.
È questo il ritratto di Ugo Locatelli che gli amici e i collaboratori di sempre hanno regalato al pubblico, numeroso e affezionato, che è intervenuto all’incontro-tributo che si è tenuto ieri sera a XNL Piacenza, il Centro per le arti contemporanee della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Hanno portato la propria testimonianza dell’artista, scomparso nel dicembre scorso all’età di 83 anni – parlando dell’uomo, ma soprattutto della sua poetica e del suo istinto instancabile di innovatore in bilico fra arte, scienza e filosofia – la giornalista e critica d’arte Patrizia Soffientini; Fulvio Guerrieri, artista; Carlo Francou, direttore scientifico del Museo Geologico di Castell’Arquato; il giornalista e storico dell’arte Filippo Lezoli; lo scrittore Mauro Sargiani e la ricercatrice Jennifer Malvezzi, dell’Università degli Studi di Parma. Da remoto, per un saluto, è intervenuto anche Marco Senaldi, docente dell’Accademia Albertina di Torino.
Alla sua attività di ricercatore visuale e fotografo, lo ricordiamo, il Collettivo TFF ha recentemente dedicato una mostra che ripercorre la sua storia di contatti con la Poesia Visiva, ricordandone le relazioni con altri artisti e altri ambiti disciplinari. La mostra, allestita nello Spazio BFT in vicolo Edilizia 25 a Piacenza, è stata prorogata fino al 9 novembre.
Ugo Locatelli, insieme ad altri artisti del collettivo, il 12 maggio scorso era stato ospite sempre di XNL Arte per la presentazione del libro Art-Non-Art. Gli anni intorno al ‘68 a Piacenza di Cristina Casero, Alessandra Acocella e Jennifer Malvezzi, edito da Postmedia Books. Il volume ricostruisce la vitalità di Piacenza negli anni intorno al ‘68, quando la scena culturale cittadina è animata da alcuni giovani artisti – Maria Grazia Agosti, Germana Arcelli, Roberto Comini, Luigi Gorra, Ugo Locatelli, Alberto Spagnoli (Alberto Esse) e William Xerra – mossi dall’urgenza di aggiornare i linguaggi e le intenzionalità dell’atto artistico.
Il programma Arte di XNL è promosso da Rete Cultura Piacenza, che comprende Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio dell’Emilia e Diocesi di Piacenza-Bobbio.
Note biografiche
Ugo Locatelli nato a Bruxelles nel 1940, laureato in architettura al Politecnico di Milano, ha vissuto e lavorato a Piacenza, dove è morto nel 2023.
La sua ricerca sui linguaggi visivi inizia nel 1962, basata sulla capacità del linguaggio fotografico di sottrarre segni del “reale” a sguardi superficiali e uniformi. Le prime esperienze di ripresa e di stampa in camera oscura svelano possibilità di “scrivere con la luce” e di considerare l’immagine come un sistema aperto, un dialogo tra idee non conformiste.
Dal 1965 una serie di mostre, eventi e riflessioni estendono il lavoro, nutrito da esploratori del pensiero, dello sguardo e della capacità di meravigliarsi, incontrati in cammino (una geografia mentale).
Qualche progetto viene realizzato insieme ad altri autori, ad esempio: con Luciano Caruso l’opera verbovisuale Storia di un pedone bianco (innamorato) di una regina nera nel 1968; con Ben Vautier del Gruppo Fluxus il Festival internazionale Non-Art nel 1969; con Sebastiano Vassalli l’opera Teatro Uno-Il Mazzo. Il Gioco del Teatro del Mondo, esposto alla Biennale di Venezia nel 1972 nella Sezione “Il libro come luogo di ricerca”; e interagendo con strutture museali: Museo della fotografia storica e contemporanea, Torino (1997, 1999, 2004, 2005); Salone della Fotografia, Venezia (1999, 2000); Forum d’art contemporain, Lussemburgo (2000); Galleria d’Arte Moderna, Piacenza (2002, 2003); Museo Archivio Politecnico, Torino (2004, 2006); Museo della Carale, Ivrea (2007); 91mQ Art Project Space, Berlino (2010); Museo Civico di Storia Naturale, Piacenza (2014, 2015, 2017); Museo Astrofisico dell’Osservatorio, Torino (2016); Museo dei sanatori di Sondalo-Sondrio (2017); FilmForum-International Film Studies Conference, Gorizia (2018); Museo Civico d’Arte, Modena (2018/2019); Museo Geologico di Castell’Arquato, Piacenza (2018/2019, 2021).
Nel 1997 avvia Areale,un laboratorio interdisciplinare su possibili letture di livelli di realtà. Un processo di apprendimento per scoperta delle qualità dello sguardo e del pensiero, una ricognizione mai finita o finale. Dagli oggetti alle relazioni, dal già noto all’inatteso, nei luoghi materiali, emozionali, mentali: ogni luogo è come una camera oscura.
Sul suo lavoro sono state svolte due tesi di laurea: “Ugo Locatelli 1962-1972. Fotografia, scrittura, sperimentazione” (Filippo Lezoli, Università degli Studi di Parma, pubblicata dalla Fondazione Italiana per la Fotografia, Torino 2003); e “Mente Areale: Prospettiva di comunicazione multisensoriale” (Simona Licata, Università degli Studi di Catania, 2006).




