
Volge al termine, dunque, la settimana più dura della storia del Piacenza Calcio nell’era post fallimento. Sono stati giorni contrassegnati, certamente, dall’affetto di una tifoseria compatta e strariconoscente nei confronti di società, squadra e staff tecnico, ma anche da qualche processo di troppo nei confronti di un gruppo capace di portare a casa, sul campo, 77 punti. Secondo qualcuno a Siena sarebbe stato sbagliato l’atteggiamento, secondo altri la partita non sarebbe stata preparata nel modo corretto. La verità, a parere di chi scrive, è che il Siena ha avuto il merito di pungere (per due volte e a dieci minuti di distanza), mentre il Piacenza ha avuto una sola pecca: quella di non essere riuscito a gonfiare la rete avversaria in almeno una della tante occasioni create. Punto. Hai voglia a prendersela con Tizio, Caio o Sempronio, hai voglia a parlare di atteggiamento, hai voglia a parlare di supponenza, hai voglia a cercare il colpevole. Il colpevole non esiste e a Siena può capitare di perdere, facciamocene una ragione il prima possibile e andiamo avanti. Anche perchè, per chi ancora non se ne fosse accorto, l’obiettivo è ancora li vicino. E’ a pochi passi ed è ben visibile. L’importante è che la squadra, che è tornata ad allenarsi giovedì pomeriggio, recuperi quelle energie mentali che ne hanno contraddistinto le prestazioni durante tutto l’arco della stagione. Serviranno lucidità e determinazione, anche perchè sulla forza del Piacenza non ci possono essere dubbi: i ragazzi di Franzini hanno portato a casa 77 punti frutto di 23 vittorie (compresa quella contro il Pro) e, nel girone di ritorno, le sconfitte sono state solamente 2. Il Piacenza è la migliore seconda classificata di tutta la terza divisione e, ai quarti di finale (andata mercoledì 29 maggio in trasferta, ritorno domenica 2 giugno al Garilli), a parità di reti segnate, accederà di diritto alle semifinali che, lo ricordiamo, saranno l’atto conclusivo. Altro che “niente è perduto”: la promozione è ancora vicina. E con questi tifosi, poi. 9000 contro l’Entella, 6000 contro l’Olbia e 3000 a Siena quando, come per magia, la magnifica Piazza del Campo sembrava essersi tramutata in Piazza Cavalli. La caduta di Siena non ha minimamente scalfito il cuore di un popolo che anzi, come testimonia il mondo dei social, ha ancora più voglia di stare vicino alla squadra. Tanti piacentini di tutte le età si sono riavvicinati al Piacenza Calcio, riscoprendo l’emozione e l’orgoglio di tifare la squadra della propria terrà. E allora, caro Piacenza, alzati e combatti perchè al tuo fianco c’è un’intera città.
Sasi




